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NOVITÀ NORMATIVE

CERTIFICATI UNIFORMI SULL'ICI PRIMA CASA

Per poter procedere alla definizione di criteri uniformi, atti a definire i criteri di massima da seguire sull'attestazione di veridicità delle certificazioni che i comuni inviano alla Corte dei conti sul mancato gettito Ici prima casa 2008, occorerà che sul punto si pronuncino ulteriori sezioni regionali della magistratura contabile.
Solo così, infatti, potrà avviarsi una più compiuta e attenta riflessione sul compito cui è stata chiamata la Corte dei conti dalle disposizioni del decreto legge n.154 del 2008. Resta però fermo il principio che, qualunque sia il metodo seguito dalle articolazioni regionali della Corte, l'esito della verifica deve essere formalizzato in una specifica pronuncia riferita individualmente ai singoli certificati trasmessi dagli enti locali.
È quanto propone la sezione autonomie della Corte dei conti, nel testo della deliberazione n.1/2010, con la quale affronta la problematica di voler dare un indirizzo uniforme al compito cui è stata chiamata dal citato decreto legge n.154.
Si tratta della verifica della veridicità delle certificazioni con le quali i comuni hanno attestato il mancato gettito a titolo di Ici prima casa 2008.
Un punto su cui la stessa sezione autonomie, con la deliberazione n.8/2009, aveva subito fornito i primi indirizzi interpretativi, invitando le sezioni regionali della Corte a valutare l'attendibilità del certificato mediante un raffronto tra il mancato gettito 2008 e i dati «storici» afferenti gli anni precedenti.
Fino al 21 dicembre scorso, data di stesura del documento in esame, la sezione autonomie rileva che solo cinque sezioni regionali (Toscana, Lombardia, Marche, Campania e Molise) hanno elaborato criteri di massima per definire attendibili o meno le certificazioni sul mancato gettito.
Queste scelte adottate, si legge nella delibera in esame, sono però divergenti nell'individuare i criteri da utilizzare per ritenere il dato certificato discordante o meno. Infatti, se le sezioni della Lombardia, Campania e Toscana, hanno utilizzato una soglia percentuale (in pratica, una tolleranza del 10%) entro la quale deve iscriversi lo scostamento tra il certificato prodotto e i dati storici, al fine di definire attendibile o meno quanto prodotto dall'ente locale (si veda ItaliaOggi del 6 e 21/11/2009), le sezioni Molise e Marche, non hanno proceduto ad alcuna individuazione, valutando direttamente la concordanza del citato certificato.
È chiaro, scrive il collegio delle autonomie, che «una più compiuta e avvertita riflessione sul punto potrà avvenire solo all'esito di più ampi risultati sulle verifiche condotte da altre sezioni regionali, in numero più consistente di quelle che, ad oggi, si sono pronunciate». Tuttavia, precisa il collegio, qualunque sia il metodo di valutazione seguito, la verifica sull'attendibilità deve concludersi con un'apposita pronuncia che sia riferita «ai certificati individualmente considerati e non nell'indicazione di un criterio di verifica».
FONTE: ITALIA OGGI

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