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NOVITÀ NORMATIVE

L'ANCI CHIEDE LA REVISIONE DEI TRASFERIMENTI COMUNALI.

«Ho appena finito di scrivere una lettera al presidente del consiglio per chiedere un incontro urgente su due temi: se si riducono i tagli ai trasferimenti bisogna coinvolgere anche i comuni, perché non è possibile trattarci con due pesi e due misure, e l'introduzione del fondo perequativo delle città metropolitane nel decreto su regioni e province è inaccettabile, perché sembra escludere surrettiziamente le città dal comparto dei comuni».
Sergio Chiamparino non alza le barricate, ci tiene a dirsi "soddisfatto" dell'approvazione di giovedì sul fisco regionale, ma non usa mezze parole. L'atteggiamento nei confronti del governo è simile a quello verso il Pd: «Sono contento che il Pd abbia cambiato atteggiamento, ma mi sfuggono le ragioni: che cos'è cambiato rispetto a dicembre, quando si sono fatte le barricate sul fisco dei comuni?».
L'astensione del partito democratico è arrivata dopo una trattativa serrata, e la decisione di accogliere emendamenti "pesanti" che modificano le dinamiche dell'addizionale Irpef e fissano una disciplina per il rodaggio del nuovo fisco. «È vero, il confronto è stato serrato, ma la sostanza della riforma non cambia, perché non si tratta di correttivi rivoluzionari. Ce ne sono di positivi, mentre l'abbassamento della clausola di salvaguardia sugli aumenti delle addizionali non mi pare un segnale di grande attenzione nei confronti di quelli che dovrebbero essere i nostri ceti di riferimento. Comunque sia, il senso della riforma resta immutato, e implicitamente si riconosce che al federalismo servono risorse».
Il problema sollevato dal sindaco di Torino non riguarda un presunto grado di "morbidezza" dell'opposizione, ma si riferisce direttamente alla distanza fra le scelte di oggi e l'atteggiamento tenuto dal Pd sul federalismo municipale. «Intendiamoci – chiarisce subito il presidente dell'associazione dei comuni: – io avrei preferito un atteggiamento diverso anche sul decreto relativo al fisco delle città; prendo atto che il cambio di rotta è arrivato solo ora ma mi chiedo il perché».
A cambiare profondamente rispetto a gennaio, però, è il clima politico, dopo l'archiviazione delle ipotesi di spallata al governo e il recupero di numeri più certi della maggioranza. «Lo capisco bene – ragiona Chiamparino –, ma non mi pare che questo abbia messo in soffitta l'esigenza di costruire un'alternativa seria al centrodestra. Se è solo questo a far passare il Pd dall'ostruzionismo all'astensione, poi, ha ragione Luca Ricolfi quando dice che si guardano solo le cornici e si dimenticano i quadri». Una lettura diversa rispetto a quella offerta dal vicesegretario del Partito democratico, Enrico Letta, che ieri a Nord Camp, la manifestazione organizzata dal "suo" think tank TrecentoSessanta quest'anno a Iseo, in provincia di Brescia, ha ribadito che la scelta assunta giovedì dal partito dipende «dal merito del provvedimento, che abbiamo corretto in profondità».
Nel merito, uno dei correttivi più importanti è la rimodulazione dei tagli alle regioni che, nel sistema di finanza locale ancora appoggiato alla dipendenza fra livelli di governo, è destinato a dare ossigeno anche ai comuni. «Soprattutto sul trasporto pubblico locale – riconosce il presidente dell'associazione dei sindaci – l'effetto è importante, e per questo accolgo con favore questa decisione. Se il governo ammorbidisce i tagli, però, significa che registra un cambiamento del quadro economico-finanziario, in modo da rendere possibile questi alleggerimenti: se è così, bisogna subito convocare tutte le parti, regioni, province e comuni, e attuare una revisione complessiva dei livelli da garantire a ciascuno».
Le regioni, insieme alla revisione della stretta sull'assegno statale, si sono viste sospendere di nuovo fino al 2013 la facoltà di aumentare le addizionali, "semiliberate" da subito per i comuni. Anche questo doppio binario è andato di traverso a molti sindaci, che accusano di essere trattati come "istituzioni di serie B"; in questa lettura i governatori, che hanno più peso sulla politica nazionale e sul bilancio pubblico, hanno ottenuto l'alleggerimento dei tagli, mentre per recuperare risorse i sindaci possono solo indossare la giacchetta sgradita del tassatore. Chiamparino non arriva a una lettura così brutale, ma non la smentisce. «Noi - spiega - abbiamo chiesto autonomia immediata proprio perché siamo strozzati dai tagli. Non si può essere severi solo con i comuni, che come ricordo sempre sono l'unico comparto ad aver portato un contributo positivo ai saldi di finanza pubblica».
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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