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TAR PUGLIA: TERMINI BREVI PER IL PARERE DEI REVISORI SUL RENDICONTO.

Non è obbligatorio mettere a disposizione dei consiglieri comunali la relazione dei revisori dei conti nel termine di 20 giorni prima della seduta di approvazione del rendiconto.
La sorprendente presa di posizione è stata assunta dal Tar Puglia nella sentenza 251/2011, con cui ha respinto il ricorso di alcuni consiglieri di minoranza che avevano portato in giudizio il Comune per reclamare sul deposito della relazione dei revisori dei conti avvenuto solo cinque giorni prima della seduta del consiglio.
I giudici amministrativi hanno contestato alla radice l'estensione al parere dei revisori dell'obbligo dimettere a disposizione dei consiglieri la "proposta" entro almeno 20 giorni. Il Tar muove dal presupposto che il Tuel (comma 1, articolo 227) considera parti del rendiconto il conto del bilancio, il conto economico e il conto del patrimonio. Documenti che il Comune ha messo a disposizione rispettando i 20 giorni. Inaspettatamente, quindi, non sono stati considerati alla stessa stregua dei documenti "principali" gli allegati al rendiconto: la relazione dell'organo esecutivo, la relazione dei revisori dei conti, l'elenco dei residui attivi e passivi distinti per anno di provenienza.
Il parere dei revisori, nel caso esaminato, fu depositato nel rispetto del termine (di quattro giorni) fissato dal regolamento comunale per gli atti da sottoporre alla discussione del consiglio. Termine che, sottolineano i giudici, «è ritenuto sufficiente ad acquisire una conoscenza-esaustiva degli argomenti posti all'ordine del giorno e, quindi, parimenti sufficiente alla lettura della relazione dei revisori dei conti che completa la diretta conoscenza della proposta di rendiconto».
Peraltro la legge, prosegue la sentenza, assegna all'organo di revisione un analogo termine, non inferiore a 20 giorni (dalla trasmissione della proposta approvata dalla giunta), anche per la stesura della relazione (articolo 239, comma 1, lettera d). Questo termine sarebbe inconciliabile con il deposito della relazione dei revisori congiuntamente alla proposta di rendiconto.
Sempre sul rendiconto, il Tar sostiene che l'atto di riaccertamento dei residui attivi e passivi non necessariamente deve consistere in una determinazione. La prassi di approvare il riaccertamento con una determinazione non è l'unica via per adempiere a tale operazione. Nel Comune in questione il responsabile del servizio finanziario aveva proceduto alla rideterminazione dei residui attivi e passivi di concerto con i responsabili di area, come risulta da una nota formale, ma senza approvare un apposito atto.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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