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NOVITÀ NORMATIVE

ANTITRUST: AGGIO TROPPO ELEVATO ALLE SOCIETA' CHE RISCUOTONO IL COATTIVO.

L'Antitrust va all'attacco dell'aggio fisso garantito dalla legge alle società che effettuano la riscossione coattiva. La percentuale del 9% (solo il 4,65% per il debitore se paga entro 60 giorni, mentre chi accumula un ritardo ulteriore deve versare anche l'altro 4,35% che sarebbe a carico dell'ente creditore) congela il prezzo del servizio, cioè «l'elemento cardine su cui si incentra la dinamica concorrenziale», e finisce di conseguenza per distorcere il mercato.
Per questa ragione la regola scritta all'articolo 17 del decreto legislativo 112/99 va cambiata, trasformando la quota obbligatoria in una base d'asta, che i concorrenti possono rivedere al ribasso: nel frattempo, aggiunge l'Autorità, le pubbliche amministrazioni che autonomamente hanno accettato offerte con aggi più bassi hanno fatto bene.
Il ragionamento condotto dall'Antitrust nel parere AS811/2011 punta ovviamente l'attenzione sul mercato della riscossione dei tributi locali, dove Equitalia è in concorrenza con le società locali e quelle private iscritte all'Albo. È vero, spiega il parere, che il 9% è fissato da una legge, ma la regola scritta nel decreto del '99 che ha riordinato l'attività di riscossione va letta insieme alla riforma del 2005 (Dl 203), che per liberalizzare la riscossione dei tributi locali ha previsto l'obbligo per i comuni di affidare con gara il servizio o gestirlo con i propri uffici, chiudendo la strada degli affidamenti diretti.
L'avvio del nuovo regime è stato prorogato al 31 marzo, e sta per essere ulteriormente posticipato al 1° gennaio 2012, ma gli affidamenti con gara sono già partiti, e in qualche caso le offerte hanno abbassato il livello dell'aggio. L'Antitrust promuove le amministrazioni che hanno compiuto questa scelta, ma non si ferma lì. Nel parere, l'Authority «auspica una modifica in senso concorrenziale» della norma sull'aggio, che giudica sproporzionata per garantire l'equilibrio del servizio.
«Alcune forme di regolamentazione dei prezzi - riflette il parere - possono rispondere alle esigenze di tutela degli utenti e della pubblica amministrazione», ma solo «in circostanze eccezionali». La disciplina della riscossione prevede già requisiti di capitale (tra l'altro rivisti al rialzo negli ultimi due anni) per l'iscrizione all'Albo e cauzioni obbligatorie che gli operatori versano agli enti locali. In un panorama così regolamentato, l'aggio fisso a giudizio dell'Antitrust è sproporzionato e distorsivo; una misura indicativa, fissata come base d'asta e modificabile al ribasso dai concorrenti, sarebbe sufficiente.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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