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NOVITÀ NORMATIVE

FABBRICATI "D" CON NUOVI VALORI AI FINI ICI.

Sono pronti i coefficienti da applicare per l'anno 2011 per la determinazione dell'Ici per i fabbricati classificabili nel gruppo D, appartenenti ad imprese e sforniti di rendita catastale. È stato, infatti, approvato il decreto del 14 /3/2011 predisposto dalla Direzione federalismo fiscale del Dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 75 del 1° aprile 2011, con il quale sono stati approvati i coefficienti necessari per determinare l'Ici per gli immobili che:
- non sono iscritti in catasto;
- sono classificabili nel gruppo D;
- appartengono ad imprese;
- sono distintamente contabilizzati;
- sono sforniti di rendita catastale.
Per questi fabbricati è, infatti, esclusa l'operatività dell'applicazione del principio generale stabilito dal comma 2 dell'art. 5 del dlgs 30 dicembre 1992, n. 504, che prevede l'applicazione della rendita catastale per determinare l'ammontare dell'Ici dovuta, proprio perché detti immobili sono sforniti di rendita. Infatti, l'art. 5, comma 3, del dlgs n. 504 del 1992, stabilisce una particolare modalità di quantificazione del valore da assumere e che deve essere seguita fino all'anno in cui gli immobili in esame vengono iscritti in catasto con regolare attribuzione di rendita.
In sostanza, per questi fabbricati il valore deve essere fissato alla data di inizio di ciascun anno solare o, se successiva, alla data di acquisizione, applicando, quindi, i coefficienti che devono essere aggiornati annualmente con un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze. A tal fine si tiene conto dei dati risultanti all'Istat sull'andamento del costo di costruzione di un capannone. Per il calcolo dell'imposta occorre innanzitutto applicare i coefficienti al valore dell'immobile che è costituito dall'ammontare che risulta dalle scritture contabili, al lordo delle quote di ammortamento.
La somma che ne risulta costituisce la base imponibile dei fabbricati sulla quale va, quindi, applicata l'aliquota che il comune ha deliberato per detti immobili. Val la pena di ricordare che il particolare criterio di calcolo stabilito per gli immobili in questione ha superato anche l'esame della Corte Costituzionale che, nella sentenza n. 67 del 24 febbraio 2006, ha escluso la irragionevolezza del criterio di calcolo dell'Ici basato sul valore dei fabbricati risultante dalle scritture contabili dell'imprenditore ed è, quindi, del tutto legittima.
Questo metodo di determinazione dell'Ici deve essere seguito solo fino al momento in cui avviene l'iscrizione in catasto della rendita a seguito dell'espletamento delle procedure informatiche stabilite con il decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, che ha introdotto il DOC-FA, giacché a questo punto l'imposta deve essere determinata sulla base dei criteri ordinari.
Una volta avvenuta l'iscrizione in catasto, l'Ici dovrà essere calcolata sulla base dei criteri ordinari, ed è sorto un contrasto giurisprudenziale sulla possibilità per i contribuenti di invocare il diritto ad ottenere il rimborso nel caso in cui l'importo pagato sulla base dei coefficienti ministeriali sia stato superiore a quanto dovuto per lo stesso immobile a seguito dell'attribuzione della rendita.
Per la soluzione negativa si è espressa la prassi ministeriale (cfr. risoluzioni: n. 27/E del 9 aprile 1998 e n. 35/E del 1 marzo 1998) e parte della giurisprudenza (cfr: Cass. Sent. n. 27062 del 13 novembre 2008, n. 24235 del 30 dicembre 2004, n. 21653 del 16 novembre 2004 e n. 15463 del 22 luglio 2005), che però ha cavalcato anche tesi opposte (Cfr: Cass. Sent Cass. 10969/09, 15764/08, 11391/07, 6255/07, n. 13077/05), sostenendo la natura dichiarativa e quindi l'efficacia retroattiva dell'attribuzione della rendita.
A comporre il contrasto sono di recente intervenute le Sezioni unite della Corte di Cassazione che con la sentenza n 3160 del 9 febbraio 2011 hanno affermato il principio di diritto secondo cui «in tema di Ici e con riferimento alla base imponibile dei fabbricati non iscritti in catasto, posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, il dlgs 30/12/1992, n. 504, art. 5, comma 3, ha previsto, fino alla attribuzione della rendita catastale, un metodo di determinazione della base imponibile collegato alle iscrizioni contabili valido fino a che la richiesta di attribuzione della rendita non viene formulata» dal contribuente».
FONTE: ITALIA OGGI

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