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NOVITÀ NORMATIVE

VIA LIBERA AL PRIMO DECRETO LEGISLATIVO SULLA RIFORMA DEI CONTI.

Via libera a metà nel Consiglio dei ministri di ieri per i «bilanci trasparenti» della pubblica amministrazione, in attuazione della riforma della contabilità scritta nella legge 196 del 2009. Il Governo ha approvato uno solo dei due decreti legislativi, quello che istituisce il «piano integrato dei conti», mentre il provvedimento sul bilancio consolidato è stato stoppato e sarà esaminato in una prossima riunione.
A fermare il secondo provvedimento sono una serie di nodi tecnici che hanno sollevato qualche perplessità a Palazzo Chigi. Secondo il testo esaminato mercoledì in preconsiglio, per esempio, il consolidato non abbraccia solo gli enti e le aziende in cui la pubblica amministrazione ha la maggioranza dei voti o il potere di nominare la maggioranza degli organi di vertice, ma può anche estendersi alle realtà che con le loro performance comportano «di fatto riflessi positivi o negativi» sul bilancio della Pa.
Queste ultime condizioni, insieme a qualche preoccupazione in ordine ad alcuni profili di responsabilità, hanno concentrato le attenzioni della presidenza del Consiglio, e i tempi supplementari assegnati per l`approvazione del decreto serviranno anche a dirimere questi dubbi. La prima approvazione, che ora porta il provvedimento alle commissioni parlamentari. di conseguenza è arrivata solo sul decreto che istituisce il piano dei conti, e fissa misure per la classificazione omogenea delle spese per missioni e programmi.
La riforma, che entrerà in vigore nel 2014, si applica solo alle pubbliche amministrazioni centrali, perché i conti di Regioni, sanità ed enti locali saranno ridisegnati dal decreto sull`armonizzazione dei bilanci previsto . dal programma di attuazione del federalismo fiscale. I due binari, però, corrono paralleli, perché l`obiettivo finale è l`introduzione di parametri omogenei in tutta la contabilità pubblica, e il lavoro preparatorio è stato effettuato insieme alla Commissione paritetica per l`attuazione del federalismo fiscale. Il sistema integrato disegnato dal provvedimento nasce per armonizzare i sistemi contabili e integrare le rilevazioni di natura finanziaria, tipiche dell`attuale contabilità pubblica di cassa, e quelle di natura economica, che seguono i criteri di tipo aziendale.
Tutto questo serve per far dialogare i bilanci pubblici italiani con i criteri di verifica in sede europea, e si traduce in un monitoraggio puntuale di ogni azione che ha un riflesso nei conti. Qualsiasi «transazione elementare», cioè l`operazione effettuata da un funzionario per realizzare uno specifico programma, viene codificata per renderla tracciabile e inserita in uno schema che registra gli effetti finanziari, economici e sul patrimonio. Questa integrazione di più livelli di informazione richiede di introdurre nel sistema finanziario concetti portanti della contabilità economico-aziendale come l`integrazione, la rettifica e l`ammortamento degli investimenti, anche per consentire analisi di efficienza della spesa che la vecchia contabilità pubblica di cassa non rende possibili. L`articolazione per missioni e programmi dovrà indicare i target di ogni spesa, corrente e per investimenti, e il documento integrato andrà pubblicato sul sito istituzionale dell`ente.
La confluenza verso un sistema unico dei vari tipi di bilancio chiama a raccolta anche le realtà che i parametri UE considerano pubbliche amministrazioni, ma che oggi redigono bilanci di tipo civilistico. È il caso delle società statali che, in base agli articoli 15 e 16 del decreto legislativo, dovranno redigere un preventivo (che avrà scopi conoscitivi e non autorizzatori come i preventivi delle Pa vere e proprie) e, in sede di rendiconto, saranno chiamate a trasformare in dati finanziari le voci della loro contabilità economica.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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