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NOVITÀ NORMATIVE

LA MANOVRA BRUNETTA PENALIZZA IL RIASSETTO DELLA DIRIGENZA.

Attuato solo a metà il nuovo assetto della dirigenza pubblica statale, previsto dalla riforma Brunetta. È severo, ma non troppo preoccupato, il giudizio sui concreti effetti prodotti dal dlgs 150/2009 espresso dalla Corte dei conti, sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello stato con la deliberazione 1° aprile 2011, n. 2.
La magistratura contabile rileva sostanzialmente tre aspetti: sul piano dell'organizzazione, la riforma pare avere avuto effetti meno rilevanti di quanto poteva apparire, in quanto molte amministrazioni erano già allineate ai suoi contenuti; per quanto riguarda i sistemi di reclutamento della dirigenza di prima fascia ancora è tutto in alto mare, mentre ha preso in parte piede il nuovo sistema degli incarichi extra-dotazione; quello che proprio non funziona è l'applicazione dei nuovi sistemi di valutazione e di incentivazione del personale.
Senza mezze misure, secondo il monitoraggio elaborato dalla Sezione, la piena operatività della riforma, per la parte incentrata sulla valorizzazione del merito e della selettività, risulta «largamente compromessa» dall'entrata in vigore della manovra economica estiva 2010, il dl 78/2010, convertito in legge 122/2010.
Principale causa dello stallo, secondo la Corte dei conti, è l'articolo 9, comma 1, per effetto del quale per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico ordinariamente spettante ai singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale non può superare il trattamento in godimento nell'anno 2010. Il congelamento «ha di fatto reso inattuabile per il triennio ogni iniziativa di maggiore remunerazione del merito, sottraendo alla riforma significativi margini e strumenti di operatività».
Infatti, una volta eliminata la leva economica all'incentivo verso il miglioramento delle prestazioni, il sistema perde uno dei pezzi più importanti. Questo stato di fatto compromette la piena esplicazione dell'accrescimento delle funzioni e delle responsabilità dei dirigenti, in particolare nella veste di datori di lavoro.
Ad esempio il pieno coinvolgimento del dirigente nella valutazione della performance dei dipendenti, secondo la Corte dei conti, è ancora di là da venire: i sistemi previgenti, ancora operanti per larghi tratti del 2011, sono stati considerati conformi al dlgs 150/2009 solo in un limitato numero di casi, ma molte amministrazioni stanno ancora valutando la congruità degli assetti pregressi rispetto alla riforma: il congelamento delle retribuzioni certo non spinge ad accelerare. La gran parte delle amministrazioni si è mossa tempestivamente per attivare gli Organismi indipendenti di valutazione (Oiv) e adottare il Piano della performance entro il termine del 31 gennaio 2011. Ma incentivi specificamente previsti dal dlgs 150/2009 non sono ancora praticati da nessuna amministrazione, per lo stallo causato proprio dalla manovra estiva 2010. Anche la graduatoria delle valutazioni individuali dirigenziali è ferma, in attesa delle linee guida delle Civit.
FONTE: ITALIA OGGI

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