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NOVITÀ NORMATIVE

CORTE CONTI LOMBARDIA SEVERA SUI TAGLI ALLE SPONSORIZZAZIONI.

Feste, tornei e sagre sono da tagliare dell'80% rispetto al 2009. O, addirittura, da considerare vietate in quanto sponsorizzazioni.
La Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia col parere 16 marzo 2011, n. 137 stringe le maglie sull'interpretazione dell'articolo 6, commi 8 e 9, del dl 78/2010, convertito in legge 122/2010, che la stessa sezione e, più ancora, quella della Liguria avevano aperto, con precedenti interpretazioni.
La questione su cui la sezione è stata chiamata a pronunciarsi è quella che da mesi ormai attanaglia l'attività dei comuni: la portata del divieto di effettuare sponsorizzazioni disposto dall'articolo 6, comma 9, della manovra estiva 2010.
Il comune richiedente nel quesito è stato molto chiaro, chiedendo se potessero considerarsi come sponsorizzazioni vietate contributi finalizzati all'organizzazione episodica di eventi come «feste, tornei, camminate».
In effetti lo spettro delle attività di associazioni di ogni natura e tipo che richiedono ai comuni e alle province contributi è amplissimo: si va dal Palio di Siena alla sagra, dalla festa della pizza al concerto della filarmonica, dal saggio alla festa di quartiere.
È piuttosto chiaro l'intento del legislatore di contenere le spese destinate in generale ad attività di questo genere: lo si rileva dal divieto di sponsorizzazioni e dal taglio drastico, l'80% rispetto al 2009, alle spese per relazioni pubbliche, pubblicità e rappresentanza. Tra le quali è difficile non far ricadere molte delle iniziative esemplificate proprio dal quesito rivolto alla sezione Lombardia.
La sezione Liguria ha ritenuto che le «manifestazioni» in generale possano sfuggire alla tagliola imposta dalla legge per iniziative culturali, artistiche, sociali, di promozione turistica (l'elencazione non è da considerare tassativa), che mirino a realizzare gli interessi, economici e non, della collettività amministrata, ossia le finalità istituzionali dell'ente locale.
La sezione Lombardia, invece, si mostra più guardinga. Considera ammissibili ancora contributi diretti a organismi associativi che svolgano servizi di interesse generale in favore di fasce deboli della popolazione o attività connesse a diritti costituzionalmente garantiti (come istruzione, formazione, orientamento), perché in questo caso è ravvisabile un intervento sussidiario, aggiuntivo a quello pubblico. Oggettivamente, risulta più complicato dimostrare una ricaduta realmente economica o l'applicazione del principio di sussidiarietà sulla «camminata» o la «sagra», che prevalga sull'intento di pubblicizzare l'immagine dell'ente e degli amministratori.
Nel caso prospettato dal comune, la sezione Lombardia è tranciante. Sovvenzioni per iniziative spot come tornei o feste possono incorrere nel divieto, se il loro scopo sia la veicolazione dell'immagine dell'ente; bene che vada, tuttavia ricadono nel taglio alle spese per pubblicità, relazioni pubbliche e rappresentanza disposto dall'articolo 6, comma 8, della manovra 2010. Spetta a ciascun ente motivare, sulla base dei principi enunciati dalla magistratura contabile, quale ipotesi ricorra.
A questo punto, tuttavia, risulta quanto mai necessario un intervento del legislatore, posto a chiarire definitivamente la portata dei commi 8 e 9 dell'articolo 6. I vari interventi delle sezioni regionali della Corte dei conti si mostrano in parte contraddittori tra loro e non hanno assicurato una visione certa. Il che, per altro, difficilmente potrebbe far evidenziare colpa grave a carico di quegli amministratori che scelgano una strada piuttosto che un'altra, nel motivare i propri provvedimenti, data la evidente incertezza della questione.
FONTE: ITALIA OGGI

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