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NOVITÀ NORMATIVE

SPUNTA LA PROROGA PER I RUOLI INESIGIBILI.

Ruoli inesigibili, spunta la proroga. Al momento sono solo ipotesi su cui i tecnici chiamati a predisporre il decreto per lo sviluppo stanno esaminando. Ma sulle scrivanie di via Venti Settembre in concomitanza con la messa a punto del decreto che dovrebbe essere esaminato dal consigli dei ministri del sei maggio, arrivano anche le proposte di vari parlamentari sulla questione sospesa dei ruoli inesigibili che entro il 30 settembre dovranno essere, con una procedura ad hoc, sistemati.
Una montagna di circa 319 mld di euro che senza una proroga o un provvedimento di pulizia archivi rischierebbe di dover essere indicato dagli enti che ne sono titolari come una voce di debito.
Per i tecnici, una ipotesi che potrebbe trovare accoglimento è quella di spostare nuovamente le lancette dell'orologio in avanti, come del resto si è già fatto in precedenza, e concedere l'ennesima boccata di ossigeno agli agenti della riscossione. Quest'anno, in realtà il tentativo c'era già stato, con il tradizionale decreto legge mille proroghe era stato inserito il rinvio dei termini per le procedure di discarico dei ruoli da parte degli agenti della riscossione, al 30 settembre 2012 per i ruoli consegnati entro il 30 settembre 2009. Poi una volta pubblicato il decreto e nel suo iter di conversione la misura non aveva più trovato spazio, congelando dunque l'appuntamento al 30 settembre 2011.
Entro quella data, per i concessionari, si profilano, senza un intervento normativo, due alternative: la prima, effettuare la procedura di discarico e restituire agli enti la voce da riscuotere che da credito si trasforma in passività; la seconda, non effettuare il discarico e accollare ad Equitalia l'onere di pagare la sanzione per la mancata riscossione dei ruoli pari a un quarto del ruolo, che può essere ridotto però al 12,5% con il pagamento entro 90 giorni.
E questi scenari fanno ipotizzare la possibilità di porre rimedio con una procedura speciale di smaltimento dell'arretrato. Ma cosa rientra in questi 319 miliardi di euro? Può trattarsi di ruoli mai riscossi, di ruoli che provengono da esattori non più attivi (per esempio gli istituti di credito), di entrate patrimoniali a vario titolo affidate agli esattori dagli enti locali, di impegni a riscuotere che erano stati affidati agli agenti della riscossione dai creditori più vari.
Un'altra ipotesi su cui stanno ragionando gli esperti del ministero dell'economia, guidato da Giulio Tremonti, è la misura che va a toccare il calcolo del tasso di usura. Anche in questo caso, la norma era apparsa sempre nel decreto legge mille proroghe, presentata nel maxi emendamento del Governo, poi però dopo gli allarmi lanciati dal senatore Elio Lannutti sui rischi per i consumatori era stato ritirato. L'esecutivo quindi ci riprova e la formula non dovrebbe affatto discostarsi dalla precedente previsione. Si dovrebbe andare ad incidere su una maggiorazione dei tassi medi del 50% del criterio attuale all'aggiunta del 33% (1/3) con l'aggiunta di altri tre punti percentuali. le conseguenze per i consumatori saranno legate all'andamento dei tassi medi. Con tassi medi elevati infatti il risultato vedrà abbassare la soglia usuraia rispetto al metodo attualmente in vigore.
Al contrario, con tassi medi più bassi la soglia di usura si alzerà con la conseguenza della possibile applicazione di tassi più alti da parte degli intermediari.
FONTE: ITALIA OGGI

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