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NOVITÀ NORMATIVE

TRATTIVE PRIVATE CON SOGLIA AD 1 MILIONE DI EURO.

Meno limiti alle trattative private, più chiarezza sulle cause di esclusione, più omogeneità nei bandi di gara e automatismo nei controlli dei requisiti. Sono queste alcune delle linee sulle quali si muove la parte del decreto legge sviluppo economico che riguarda le procedure di gara per appalti di lavori, forniture e servizi disciplinate dal Codice dei contratti pubblici.
Sulle procedure, come annunciato da tempo, la finalità è quella di semplificare evitando le gare: così si prevede l'innalzamento della soglia dei 500.000 euro fino a 1 milione per la procedura negoziata senza bando di gara con obbligo di invito di almeno dieci soggetti (nella fascia da 500.000 a un milione) o di cinque (nella fascia al di sotto dei 500.000 euro); andranno però sempre pubblicati i nominativi dei soggetti invitati e dell'aggiudicatario, entro dieci giorni dall'aggiudicazione definitiva. Viene liberalizzata la procedura negoziata con bando di gara in caso di offerte irregolari o inammissibile, eliminando il limite del milione di euro, mentre si porta a un milione e mezzo (da 1 milione) il limite per l'esperimento della procedura ristretta semplificata prevista dall'articolo 123 del Codice (con invito di 20 imprese).
Vi sono poi altre norme che cercano di ridurre il contenzioso come ad esempio nel caso dell'articolo 38 del Codice che riscrive le cause di esclusione e che precisa, ad esempio in caso di false dichiarazioni, che l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici dispone l'iscrizione nel casellario informatico soltanto in caso di dichiarazione resa con colpa grave o dolo, valutata la gravità dei fatti oggetto della falsa dichiarazione. Importante, su questo punto, è anche l'introduzione del principio generale della tassatività delle cause di esclusione; si potrà quindi escludere dalle gare soltanto per le ipotesi previste dal Codice e dal regolamento (o da altre disposizioni di legge) o in caso di incertezza assoluta sul contenuto o sulla provenienza dell'offerta (per difetto di sottoscrizione o di altri elementi essenziali o irregolarità nella chiusura dei plichi che importino violazioni della segretezza).
Sulla verifica dei requisiti per la partecipazione alle gare il decreto prevede l'obbligo per le stazioni appaltanti di inserire nella Banca dati nazionale dei contratti pubblici, preso l'Avcp, tutti i documenti in grado di comprovare i requisiti tecnici e economici dichiarati dai concorrenti (sulla base di moduli forniti dalla stazione appaltante).
Sarà quindi possibile effettuare le verifiche on-line dei requisiti, risolvendo molti problemi fonte di contenzioso. Le stazioni appaltanti dovranno inoltre predisporre i bandi sulla base di modelli approvati dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, previo parere del Ministero delle infrastrutture. Per la finanza di progetto si consentirà di presentare proposte (con progetto preliminare e un piano economico) per interventi che non sono in programmazione.
Viene consentita l'asseverazione dei piani economici anche da parte delle società di revisione, oltre che dalle banche. Previste anche accelerazioni sui tempi di approvazione dei progetti delle opere infrastrutturali.
FONTE: ITALIA OGGI

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