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NOVITÀ NORMATIVE

ENTI CONTRARI A PREMI E SANZIONI LEGATE AL FEDERALISMO FISCALE.

Regioni, province e comuni dicono no al decreto legislativo (l'ottavo tassello attuativo del federalismo fiscale) su premi e sanzioni. Il testo che prevede l'incandidabilità per gli amministratori locali incapaci e la perdita del 30% dei rimborsi elettorali per i partiti che li hanno presentati in lista, non ha ricevuto l'ok in Conferenza unificata. Secondo i governatori il testo presenta profili di incostituzionalità per violazione dell'art.126 della Costituzione che limita il potere dello stato nei confronti della regione e del suo presidente, per altro, eletto direttamente dal popolo.
Ma dal governo è arrivato subito un segnale di non belligeranza ai presidenti regionali. A recapitarlo il ministro Raffaele Fitto che ha assicurato l'impegno «a continuare a lavorare insieme per trovare una possibile sintesi». «La mancata intesa», ha spiegato Fitto, «è legata anche alla tempistica di approvazione del decreto perché bisognava fare tutto entro oggi (ieri per chi legge ndr) in modo che il provvedimento potesse essere trasferito in Parlamento». E proprio a questo scopo il governo riferirà oggi in consiglio dei ministri con una relazione scritta alle camere che spiegherà i motivi della mancata intesa. Sul tavolo di palazzo Chigi anche il ddl in materia di pari opportunità nell'accesso agli organi elettivi e al lavoro nelle p.a. e forse anche il decreto legge per bloccare l'abbattimento delle case abusive in Campania.
Tornando al federalismo, una delle richieste di modifica avanzate dalle regioni riguarda l'estensione al governo centrale del meccanismo sanzionatorio previsto per regioni ed enti locali. In pratica, una sorta di condizione di reciprocità che ha trovato porte aperte da parte del ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli: «Sono stato io per primo ad introdurre tre anni fa questa indicazione», ha detto il ministro. Sulla mancata intesa Calderoli ha spiegato: «Avevo chiesto di formulare un parere favorevole anche se condizionato. Non ce n'era il tempo», ha aggiunto spiegando che il testo che oggi sarà trasmesso alla Bicamerale sarà quello approvato originariamente dal consiglio dei ministri. Intanto, sempre ieri l'aula della camera ha approvato il ddl che proroga di sei mesi (dal 21 maggio al 20 novembre 2011) i termini per l'esercizio della delega. Il provvedimento passa ora all'esame del senato.
FONTE: ITALIA OGGI

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