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NOVITÀ NORMATIVE

CORTE CONTI VENETO: ASSUNZIONI NON SANZIONABILI PER CONTRATTI ANTE 30/5/2010.

I comuni che hanno effettuato assunzioni in deroga ai tetti di spesa prima del 30 maggio 2010, data di entrata in vigore del dl 78/2010, non possono subire le sanzioni fissate dal medesimo decreto legge, nel caso di aumento della spesa di personale tra 2010 e 2009.
Lo chiarisce la Corte dei conti, sezione regionale di controllo per il Veneto, col parere 4 maggio 2011, n. 287.
La sezione ricorda che gli enti locali sono tenuti a rispettare, per il contenimento della spesa di personale, sostanzialmente due principi.
Il primo è quello della riduzione in termini assoluti della spesa del personale, ai sensi dell'articolo 1, commi 557, 557 bis e 557 della legge 296/2006. Il parere evidenzia che «gli obiettivi rinvenibili nella formulazione del comma 557 cit., si connotano come veri e propri vincoli che gli enti locali sono tenuti ad osservare e la cui violazione, ai sensi del comma 557-ter, fa scattare la conseguenza del divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo nonché di stipulare contratti elusivi di tale divieto». Dunque, contrariamente alla lettura che molti operatori ed interpreti danno dell'articolo 1, comma 557, esso, pur lasciando all'autonomia degli enti la decisione sul come applicare le regole per il contenimento delle spese, costituisce una norma precettiva, che obbliga gli enti ad attenersi a tutte le regole ivi contenute.
Il secondo principio generale è l'obbligo della riduzione, in termini relativi, dell'incidenza della spesa di personale sul totale delle spese correnti, in modo comunque da rispettare il tetto massimo del 40%.
Discende da queste regole che le assunzioni sono ammesse, purché non determinino comunque un aumento del volume della voce della spesa per il personale in termini assoluti e di incidenza sulle spese correnti.
Come è noto, l'articolo 3, comma 120, della legge 244/2007 aveva introdotto per gli enti soggetti al patto di stabilità la possibilità di assumere in deroga all'obbligo di ridurre la spesa di personale, nel rispetto delle condizioni poste dall'articolo 19, comma 8, della legge 448/2001. Tale possibilità di deroga è stata eliminata dalla manovra estiva 2010. Che, però, è entrata in vigore il 30 maggio 2010. Dunque, alcuni enti avevano effettuato, nel lasso di tempo in cui la deroga è stata consentita dalla legge, assunzioni oltre i tetti di spesa fissati dalla legge.
La manovra estiva 2010, con la riforma dell'articolo 1, commi 557, 557-bis e 557-ter, della legge 296/2006 impone la conseguenza del blocco totale delle assunzioni per gli enti non rispettosi dei limiti di spesa.
Secondo la sezione Veneto, tuttavia, le conseguenze della manovra estiva non possono applicarsi irrazionalmente allo stesso modo a tutti gli enti che si siano avvalsi legittimamente della deroga. Infatti, «a fronte di un attività normativamente consentita (l'assunzione di personale in regime di deroga), l'ente non può subire delle preclusioni introdotte da una normativa entrata in vigore successivamente».
Spiega il parere della sezione che il comma 557 ter, introdotto dall'articolo 14, comma 7, del dl 78/2011, in base all'articolo 11 delle disposizioni sulla legge in generale «non può spiegare effetti che per l'avvenire e per tale motivo non può che essere applicata a quelle situazioni gestionali (assunzioni di personale o mancata adozione di azioni miranti alla riduzione della spesa di personale) poste in essere dopo la relativa entrata in vigore».
Dunque, gli enti locali che nel corso dei primi mesi del 2010 hanno legittimamente utilizzato il regime derogatorio all'epoca vigente portando a termini i procedimenti che hanno dato luogo alle assunzioni di personale, già programmate, entro la data di entrata in vigore della manovra estiva non vanno incontro alle sanzioni della norma. Sicché la sezione ritiene che «la maggiore spesa conseguente ad assunzioni effettuate in regime di deroga dal 1° gennaio al 30 maggio 2010, debba essere imputata alle spese di personale dello stesso esercizio».
Conseguenze opposte valgono per gli enti che, una volta entrata in vigore la manovra estiva 2010, non abbiano posto in essere i necessari accorgimenti, come l'annullamento delle prove concorsuali, per evitare assunzioni in deroga una volta che il regime derogatorio fosse stato eliminato. In questo caso, la maggiore spesa di personale dovrà essere sanzionata col blocco assoluto delle assunzioni.
FONTE: ITALIA OGGI

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