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NOVITÀ NORMATIVE

DOPO I 40 ANNI DI SERVIZIO LICENZIAMENTI PUBBLICI SENZA MOTIVAZIONE.

Licenziamenti pubblici senza motivazione. La p.a. che voglia mandare a casa il dipendente che ha raggiunto l'anzianità di 40 anni di contributi potrà farlo liberamente se ha preventivamente reso noto, attraverso un atto generale di organizzazione interna (per esempio una circolare) i criteri applicativi con cui intende risolvere i contratti di lavoro.
Senza bisogno di ulteriori motivazioni. La chance è prevista nella manovra correttiva dei conti pubblici del 2010 (dl 78), ma evidentemente ha fatto sorgere parecchio contenzioso se è stato necessario un dlgs a meglio specificarne la portata. Il provvedimento, correttivo di alcune disposizioni contenute riforma Brunetta è approdato in senato per il previsto iter parlamentare.
Come si ricava dalla relazione tecnica di accompagnamento, l'esecutivo mette in evidenza che si intende risolvere una questione controversa che, in molti casi, ha dato luogo a numerosi contenziosi in sede giurisdizionale. Si tratta della disposizione contenuta all'articolo 17, comma 35 novies del dl n. 78/2009, con la quale si dà la facoltà alle pubbliche amministrazioni di poter risolvere, unilateralmente, con un preavviso di sei mesi, il contratto di lavoro del personale dipendente, anche con qualifica dirigenziale, che ha compiuto un'anzianità massima contributiva di quaranta anni. Sulla questione, rileva la stessa relazione di accompagnamento, sono emerse «divergenze interpretative di diritto transitorio», che hanno alimentato un diffuso contenzioso e conflitti tra parti sociali e pubbliche amministrazioni, se non tra le stesse p.a. e il personale da queste dipendente.
Occorre, pertanto, adottare le necessarie correzioni per garantire l'applicazione della riforma sul pubblico impiego, «nei tempi stabiliti dal legislatore ed in un quadro giuridico certo ed uniforme, che sia tale da sostenere anche l'azione dei dirigenti pubblici, chiamati ad applicare le nuove regole».
Con la disposizione correttiva, pertanto, si aggiunge il comma 1 bis all'articolo 32 del dlgs n.150/2009, specificando espressamente che le pubbliche amministrazioni possono esercitare il potere conferito dalla norma osservata, senza fornire ulteriori motivazioni al dipendente. A patto, però, che le stesse abbiano preventivamente determinato in via generale, con atto generale di organizzazione interna, i criteri applicativi della citata disposizione. A maggior garanzia, viene altresì previsto, che tale atto sia preventivamente sottoposto al visto dei competenti organi di controllo.
Lo schema di dlgs, altresì, interviene anche con un'ulteriore disposizione, con la quale si intende superare un equivoco incorso in sede di prima applicazione dell'articolo 65 del dlgs n.150/2009. Con l'innovazione recata dallo schema in esame, si precisa, infatti, che l'ultrattività dei contratti collettivi integrativi, disposta dai commi 1, 2 e 4 del citato articolo, opera solo nei confronti di quelli già «vigenti» alla data del 15.11.2009 (la data di entrata in vigore della riforma Brunetta). Precisando, inoltre, che i contratti collettivi integrativi successivi a tale data, dovranno essere stipulati nel pieno rispetto delle disposizioni recate dal citato dlgs n.150/2009.
FONTE: ITALIA OGGI

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