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NOVITÀ NORMATIVE

CREDITI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CON BLOCCO ATTENUATO.

Riscossione meno cara e buone notizie per i contribuenti in credito con la pubblica amministrazione ma con la "fedina fiscale" sporca. E intanto, in attesa del recepimento nel Dl sviluppo delle correzioni su ganasce fiscali e anatocismo, gli uffici hanno ricevuto dai vertici di Equitalia una "direttiva" informale con l'invito a non procedere a esecuzioni forzate che tra qualche settimana potrebbero risultare non più in linea con le nuove regole meno penalizzanti. Una scelta di buon senso per non innescare un inutile contenzioso.
Tra le modifiche che il Governo sta, appunto, studiando per rivedere la riscossione, oltre alla rideterminazione degli aggi, spunta anche l'ipotesi di alzare l'asticella – oggi fissata a 10mila euro – oltre la quale la pubblica amministrazione deve bloccare il credito di un contribuente che ha debiti pendenti con l'Equitalia. Le amministrazioni pubbliche e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare, a qualunque titolo, il pagamento di un importo superiore a 10mila euro devono interpellare telematicamente Equitalia servizi per verificare eventuali posizioni debitorie complessivamente superiori a questo importo.
Se Equitalia conferma la presenza di ruoli non saldati, l'amministrazione pubblica non procede al pagamento. Elevando l'attuale limite dei 10mila euro si potrebbe, perciò, consentire alle imprese di non vedere immobilizzati crediti commerciali anche di importo rilevante. L'ipotesi alla quale si sta lavorando è di arrivare a una soglia di sbarramento di 20mila euro. La cifra sarà, comunque, ricalibrata in funzione dell'intero pacchetto di modifiche alla disciplina della riscossione destinato a trasformarsi in emendamenti al decreto sviluppo, ora all'esame della Camera.
Altra novità in arrivo è la rideterminazione degli aggi, ovvero delle somme riconosciute a Equitalia per il servizio reso. L'idea allo studio – e qui, a maggior ragione, i numeri sono tutti da declinare – è quella di introdurre un "aggio proporzionale" all'attività di recupero effettuata dall'agente della riscossione. In sostanza, l'entità dell'aggio sarà percentualmente più bassa quanto minore sarà l'attività di recupero effettuata da Equitalia.
Oggi gli aggi pesano in misura elevata sui ruoli e sono di fatto pari al 9%, di cui 4,65% a carico del contribuente e 4,35% a carico dell'ente creditore. Ma se il contribuente salda il debito oltre il termine dei 60 giorni il 9% di aggio è tutto a suo carico.
La riduzione dell'aggio viaggerà in parallelo con la modifica del meccanismo di calcolo delle sanzioni tributarie. Nelle intenzioni dell'Esecutivo, preannunciate dal ministro del l'Economia, Giulio Tremonti, c'è la volontà di escludere ogni possibile forma di anatocismo, legata all'applicazione di ulteriori interessi sulle sanzioni e sugli interessi di mora maturati per il mancato pagamento dei debiti tributari. Una soluzione, già proposta per esempio da Rete Imprese, potrebbe essere anche quella di non applicare gli interessi mora sulle sanzioni e sui cosiddetti interessi di ritardata iscrizione che è già costretto a pagare il contribuente in ritardo con gli adempimenti.
Sulla scia delle indicazioni di Tremonti stanno prendendo forma, peraltro, alcune modifiche agli attuali meccanismi di riscossione coattiva, come l'addio delle ganasce fiscali per importi inferiori a 2.000 euro, che verranno sostituite con comunicazioni di sollecito, e l'abbandono da parte di Equitalia delle iscrizioni ipotecarie e degli espropri di immobili se il debito complessivo del cittadino o dell'impresa non supera i 20.000 euro (oggi il limite è di 8.000 euro).
Non solo. Se l'immobile del contribuente in debito con l'Erario è destinato ad abitazione principale l'agente della riscossione dovrà inviare una comunicazione preventiva concedendo di fatto 30 giorni di tempo al debitore per "chiarire" la propria posizione. Attualmente non è necessario che Equitalia "avvisi" il contribuente in maniera specifica anche all'atto di iscrivere l'ipoteca.
Proprio in previsione di queste modifiche, gli uffici di Equitalia potrebbero scegliere di temporeggiare di fronte a debiti inferiori ai valori minimi. Sarebbe inutile, del resto, avviare nuove procedure di riscossione e notificare cartelle esattoriali, che prevedano come conseguenza di un mancato pagamento l'applicazione del fermo amministrativo, se con il Dl sviluppo dovesse essere poi sancito per gli importi più bassi il divieto di ganasce e ipoteche.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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