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NOVITÀ NORMATIVE

IN ARRIVO NUOVE REGOLE CONTABILI.

Arriva la riforma della contabilità di Comuni, Province, Regioni ed enti strumentali. È contenuta nel settimo tassello del federalismo fiscale, il decreto sull'armonizzazione dei bilanci su cui la bicamerale in settimana dovrà esprimere il parere (il termine scade il 2 giugno).
Nuovi schemi di bilancio, con obbligo di adottare un piano dei conti omogeneo, e poi cambiamento del criterio di contabilizzazione degli accertamenti e degli impegni. Le partite che dovrebbero sintonizzare i bilanci nella nuova era del federalismo fiscale e renderli confrontabili, grazie a un linguaggio comune, per le esigenze conoscitive di finanza pubblica, si giocheranno in due tempi. Una "sperimentazione", che dura due esercizi finanziari, a partire dal 2012. Arriva invece nel 2014 il ridisegno definitivo della contabilità che manda in pensione il bilancio del Dpr 194/1996.
La scelta è di mantenere la contabilità finanziaria, a cui Regioni, enti locali e relativi enti strumentali «affiancano, a fini conoscitivi, un sistema di contabilità economico-patrimoniale, garantendo la rilevazione unitaria dei fatti gestionali sia sotto il profilo finanziario che sotto il profilo economico-patrimoniale». Su quest'ultimo punto «il decreto è alquanto ambiguo», osserva però Linda Lanzillotta, relatrice di minoranza, «e non si comprende se la contabilità economico patrimoniale avrà carattere obbligatorio», così come manca «una correlazione con la rilevazione dei costi standard».
Il decreto prevede anche il ritorno del bilancio di cassa, legato agli esiti della sperimentazione del bilancio di cassa per lo Stato. Il cambiamento più significativo deriva dal nuovo principio di competenza finanziaria (n. 16) che ridisegna i confini degli accertamenti e degli impegni.
L'accertamento, nella nuova contabilità, sarà imputato all'esercizio finanziario nel quale viene a scadere il diritto alla riscossione. Non possono quindi essere riferite a un determinato esercizio finanziario le entrate per le quali non sia venuto a scadere il diritto di credito.
Le spese sono da riferire all'esercizio finanziario in cui scade l'obbligazione giuridica. Per gli investimenti, che comportano impegni di spesa "spalmati" su più esercizi finanziari, occorre dare atto nell'attivazione del primo impegno di spesa, di aver predisposto la copertura finanziaria per il totale delle spese.
L'impegno dell'opera pubblica quindi non si registra più anticipatamente per l'intero importo, ma anno per anno sulla base della maturazione dei Sal.
Le spese saranno suddivise in: missioni, programmi e macroaggregati. Le missioni, la cui articolazione sarà definita con apposito decreto, sono le funzioni principali e gli obiettivi strategici dell'ente.
I programmi sono gli aggregati omogenei di attività volte a perseguire gli obiettivi definiti nell'ambito delle missioni; essi rappresentano le unità di voto per l'approvazione del bilancio di previsione.
La loro definizione rientra nell'autonomia degli enti e dovrà essere raccordata con la codificazione Cofog. I macroaggregati sono un'articolazione dei programmi secondo la natura economica (gli attuali interventi).
Le entrate continueranno a essere articolate in titoli e categorie, che a loro volta saranno suddivise in tipologie (le attuali risorse) in base all'oggetto dell'entrata; queste ultime saranno l'unità elementare del preventivo. Sia le entrate che le spese possono essere suddivise in capitoli e in articoli, i quali costituiscono le unità elementari ai fini della gestione e della rendicontazione.
Le Pa dovranno adottare un comune piano dei conti integrato, costituito dall'elenco delle articolazioni delle unità elementari del bilancio finanziario gestionale e dei conti economico-patrimoniali, definito in modo da consentire la rilevazione unitaria dei fatti gestionali. Esso è movimentato da transazioni elementari generate dagli atti gestionali, cui viene attribuita una specifica codifica evitando l'adozione del criterio della prevalenza, l'imputazione provvisoria di operazioni alle partite di giro e l'assunzione di impegni sui fondi di riserva.
C'è attesa per la fase di sperimentazione, al riguardo, entro 90 giorni dall'emanazione del decreto dovranno essere definite le modalità operative (prevedendo schemi semplificati per i Comuni con meno di 5mila abitanti) ed entro 120 giorni saranno individuate le amministrazioni coinvolte, secondo criteri che tengano conto della collocazione geografica e della dimensione demografica.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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