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NOVITÀ NORMATIVE

SENZA RICEVUTA LA NOTIFICA NON E' VALIDA.

Stretta della cassazione sulle notifiche effettuate ai sensi dell'art.140 del c.p.c. con deposito degli atti nella casa comunale. La notificazione è inesistente in caso di mancata produzione della ricevuta di ritorno della raccomandata che informa il contribuente dell'avvenuto deposito.
Con queste determinanti conclusioni, contenute nella sentenza n.11993/2011 dello scorso 31 maggio, la Corte di cassazione interviene nella disputa che concerne il perfezionamento del procedimento di notificazione ex art. 140 c.p.c., già sottoposto al vaglio della Consulta nella nota sentenza n.3 del 14 gennaio 2010.
L'articolo 140 citato, dispone che in caso di irreperibilità, incapacità o rifiuto da parte del destinatario dell'atto, “l'ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa del comune dove la notificazione deve eseguirsi, affigge avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell'abitazione o dell'ufficio o dell'azienda del destinatario, e gliene dà notizia per raccomandata con avviso di ricevimento”.
Questa stessa norma veniva dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale nella parte in cui prevedeva che la notifica si perfezionasse, per il destinatario, con la spedizione della raccomandata informativa, anziché con il ricevimento della stessa o, comunque, decorsi dieci giorni dalla relativa spedizione (sentenza n. 3/2010).
La pronuncia della Consulta assume rilevanza ai fini dell'individuazione del momento di decorrenza dei termini processuali, che non possono operare a partire da un momento antecedente alla concreta conoscibilità dell'atto (ovvero al momento di spedizione della raccomandata), poiché ciò si pone in contrasto con gli artt. 3 e 24 della Costituzione.
Nel caso in esame, Piazza Cavour veniva chiamata a pronunciarsi, in via pregiudiziale, circa l'ammissibilità di un ricorso per cassazione proposto dall'Agenzia delle entrate e notificato alla controparte ai sensi dell'art. 140 c.p.c., ossia con deposito presso la casa comunale, affissione dell'avviso di deposito alla porta dell'abitazione e spedizione della raccomandata informativa. L'amministrazione ricorrente, tuttavia, non produceva agli atti copia della ricevuta di ritorno della raccomandata informativa.
Considerata la contumacia della controparte, la cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso proposto, per non aver l'amministrazione adeguatamente provato l'avvenuta notifica del ricorso, eseguita ai sensi dell'art. 140 c.p.c. “Ai fini della validità della notifica di un atto, ai sensi dell'art. 140 c.p.c.”, osservano gli ermellini, “è necessario che il notificante comprovi l'avvenuta ricezione, da parte del destinatario, della raccomandata confermativa dell'effettivo compimento di tutte le formalità previste dalla norma”. In sostanza, anche alla luce della pronuncia n. 3/2010 della consulta, la prova dell'effettiva consegna della raccomandata informativa, ovvero il c.d. avviso di ricevimento, deve ormai considerarsi, secondo la cassazione, “un momento strutturale del processo notificatorio”.
L'avviso di ricevimento, infatti, costituisce “il solo documento idoneo a dimostrare sia l'intervenuta consegna della raccomandata al destinatario e la data di essa, che l'identità della persona a mani della quale è eseguita, o ancora il compimento di tutte le formalità necessarie al perfezionamento della c.d. compiuta giacenza”.
La mancata produzione dell'avviso di ricevimento della raccomandata di cui all'art.140 c.p.c. comporta “non la mera nullità”, conclude la sezione tributaria della Corte, “bensì l'inesistenza della notificazione, della quale, pertanto, non può essere disposta la rinnovazione ai sensi dell'art. 291 c.p.c.”.
FONTE: ITALIA OGGI

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