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NOVITÀ NORMATIVE

FEDERALISMO MUNICIPALE: RIPARTO DELLE NUOVE ENTRATE.

Finalmente, il Governo ha svelato l'ammontare delle nuove entrate di cui ogni comune potrà effettivamente beneficiare nell'anno 2011, dopo che l'addio ai trasferimenti statali arrivato con la riforma del federalismo fiscale municipale ha sancito l'avvio della nuova epoca federalista (Dlgs 23/2011, in vigore dal 7 aprile).
Le nuove voci di entrata
Al posto dei trasferimenti dal centro, i comuni avranno due nuove fonti di entrata: la fiscalità sugli immobili e la compartecipazione al gettito dell'Iva. È attribuito ai municipi il gettito (o quote di esso), relativamente agli immobili presenti nel loro territorio, dei seguenti tributi sul mattone: 30% dell'imposta di registro e di bollo sugli atti di trasferimento, dell'imposta ipotecaria e catastale (eccetto sugli atti dei soggetti ad Iva), dei tributi speciali catastali e delle tasse ipotecarie; intero gettito dell'Irpef sui redditi fondiari (escluso il reddito agrario); intero gettito dell'imposta di registro e di bollo sui contratti di locazione relativi ad immobili; 21,7% nel 2011, e 21,6%, a partire dal 2012, della cedolare secca, la nuova imposta sostitutiva sulle locazioni.
Per realizzare il passaggio in forma progressiva e territorialmente equilibrata, queste entrate "transitano" in un fondo sperimentale di riequilibrio, che accompagna i comuni nel periodo transitorio, per cessare nel 2014, con l'attivazione del fondo perequativo.
La compartecipazione comunale al gettito dell'Iva, invece, assume a riferimento il territorio su cui si è determinato il consumo in base al quale si realizza l'imposta sul valore aggiunto. L'importo complessivo è ragguagliato al 2% della compartecipazione Irpef e vale, nel 2011, 2.889 milioni.
La quantificazione
Amministratori e responsabili finanziari dei 6.700 comuni delle regioni a statuto ordinario coinvolti nella riforma, avevano una forte attesa per le cifre da iscrivere nella colonna delle previsioni del bilancio dell'anno in corso.
L'accordo fra Governo e autonomie locali, sancito in Conferenza Stato città la settimana scorsa, chiude per il 2011, senza grandi scossoni (pur con qualche differenza), la partita degli 11.265 milioni di trasferimenti fiscalizzati, al netto dei tagli operati dalla manovra estiva 2010. D'altra parte, quest'anno i fabbisogni standard, indicati dal legislatore come criterio di suddivisione, non ci sono.
L'importo da iscrivere come compartecipazione Iva (al titolo 1, categoria 1 delle entrate) si ottiene moltiplicando, per il numero degli abitanti, il gettito procapite dell'imposta prodotta dai consumi di ogni regione, indicata nel quadro VT delle dichiarazioni (non essendo disponibile il gettito in ambito provinciale).
La geografia dei dati, su cui è stata raggiunta l'intesa in Conferenza unificata, mostra che sono premiati i comuni della Emilia Romagna (67 euro per abitante), seguiti da Toscana (66,1) e, subito dopo, da Lombardia e Lazio (64,8); mentre gli ultimi posti, a scendere, sono occupati dai centri di Basilicata, Campania e Calabria (35).
Le risorse del fondo sperimentale di riequilibrio (8.376 milioni) sono assegnate per il 30% (2.513 milioni) in proporzione al numero di abitanti. Dopo questo primo step, i comuni che, con le due voci, riescono a superare il livello dei vecchi assegni, portano a casa i premi (49, di cui 5 minori).
Per i restanti comuni, il calcolo si diversifica a seconda della dimensione. Ai centri con meno di 5mila abitanti (4.652 enti) è assicurata, fra compartecipazione Iva e fondo di riequilibrio, l'esatta corrispondenza con le risorse che sarebbero scaturite con il vecchio sistema. Ai comuni con più di 5mila abitanti, invece, è assegnata, per un importo pari al 10% del fondo (837,6 milioni), una quota dei tributi immobiliari in proporzione al gettito realizzato nel territorio. I municipi che così acquisiscono più risorse rispetto alle spettanze teoriche, trattengono le maggiori entrate fino al limite massimo del 10% in più (l'assegno cresce per 169 comuni). I restanti 1.835 comuni perdono tutti lo 0,28% degli ex trasferimenti, il sacrificio necessario per far quadrare i conti del sistema.
Il Viminale salderà due terzi delle nuove entrate entro il mese di giugno, il resto arriverà in tesoreria entro il mese di novembre, dopo i conguagli con gli acconti già erogati. Per completare la contabilizzazione delle reversali ora mancano solo i nuovi codici Siope.
L'adeguamento del bilancio pluriennale, infine, deve tener conto dell'Iva, che nel 2012 dovrebbe crescere al 4,67% e passare a 3.024 milioni e dei fabbisogni standard relativi alla polizia (mercato del lavoro per le province) e alle funzioni generali.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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