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NOVITÀ NORMATIVE

CORTE CONTI: NELLA SPESA DI PERSONALE ESCLUSE LE PARTECIPATE

La spesa di personale rilevante ai fini del rispetto dei regimi vincolistici in materia di finanza pubblica sembrerebbe doversi calcolare al lordo delle voci già escluse nella determinazione dell'aggregato da considerare per il confronto della serie storica.
Se, dunque, lo stanziamento iscritto al titolo I intervento 01 del bilancio locale non completa il novero di voci da inserire nel calcolo del rapporto fra spesa di personale e spesa corrente dell'ente, diventa difficile determinare il perimetro di consolidamento entro il quale effettuare la verifica del rispetto della percentuale del 40%.
La delibera n. 27/2011 delle sezioni riunite della Corte dei conti, che fornisce un'interpretazione restrittiva della normativa pubblicistica in materia, ponendosi in contrasto con orientamenti giurisprudenziali consolidati di alcune sezioni regionali, reca un riferimento al concetto di organismi esterni all'ente locale, auspicando, ai fini della verifica della rigidità del bilancio, un'impostazione contabile basata sulle disposizioni di cui al primo comma dell'articolo 76 della legge n. 133/08.
In base a questa norma, costituiscono spese di personale anche quelle sostenute per i rapporti di collaborazione continuata e continuativa, per la somministrazione di lavoro, per il personale di cui all'articolo 110 del Dlgs 18 agosto 2000, n. 267, nonché per tutti i soggetti a vario titolo utilizzati, senza estinzione del rapporto di pubblico impiego, in strutture e organismi variamente denominati partecipati o comunque facenti capo all'ente.
In sostanza, la spesa di personale da comprendere nella locuzione di organismi esterni è ricavabile da un'interpretazione logico-sistematica che escluderebbe l'estensione alle società partecipate.
La giurisprudenza tuttavia non sempre è stata concorde. Già con la delibera n. 2/2007, la sezione di controllo della Corte dei conti della Lombardia sosteneva la natura pubblicistica di società a partecipazione locale totalitaria o maggioritaria che utilizzassero risorse pubbliche per il raggiungimento degli scopi statutari. Successivamente altre sezioni di controllo hanno individuato la necessità di definire a livello aggregato i costi delle partecipate.
L'articolo 18, comma 2-bis, della legge n. 133/08 (introdotto dall'articolo 19 Dl 78/09) nello stabilire che i divieti o limitazioni alle assunzioni di personale si applicano, in relazione al regime previsto per l'amministrazione controllante, anche alle società a partecipazione pubblica locale totale o di controllo che siano titolari di affidamenti diretti di servizi pubblici locali senza gara, sembrerebbe definire i principi cui riferirsi anche per una prima individuazione del perimetro di calcolo della spesa.
L'assenza di asseverati principi di consolidamento fra dati economici (costi e ricavi) e valori finanziari (impegni e accertamenti) rischia tuttavia di rendere arbitraria la verifica del rispetto dei vincoli di finanza pubblica.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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