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NOVITÀ NORMATIVE

IL TESORO LAVORO AD UN REGOLAMENTO SUI DERIVATI.

Il regolamento in via di emanazione a firma del ministero dell'Economia sull'uso dei derivati da parte di enti locali e territoriali individuerà la tipologia dei contratti che «possono essere conclusi dagli enti»; conterrà le componenti derivate che gli enti «possono includere nei contratti di finanziamento»; farà chiarezza «sulle informazioni che devono contenere derivati e componenti derivate». Sta richiedendo «un notevole sforzo» di analisi ed approfondimento proprio il set informativo obbligatorio, che dovrà essere «di immediata comprensione e al contempo privo di potenziali elementi distorsivi, connessi ad esempio ad un'erronea percezione di percentuali di probabilità come "probabilità di perdita e/o guadagno" a scadenza».
Lo ha precisato ieri il Mef rispondendo alle interrogazioni della senatrice Cinzia Bonfrisco e del senatore Elio Lannutti, che hanno sollecitato trasparenza e garanzie contro le speculazioni e chiesto un aggiornamento sullo stato di avanzamento lavori sull'emanazione del regolamento ministeriale sul collocamento dei contratti derivati per gli enti pubblici previsto dal decreto legge del 25 giugno del 2008. Per ora infatti vige il divieto per le amministrazioni locali di stipulare contratti derivati fino all'entrata in vigore del regolamento stesso.
«Attualmente la bozza del regolamento è ancora un documento interno elaborato da un gruppo di studio costituito congiuntamente con le autorità di vigilanza (Banca d'Italia e Consob)», ha ribadito il Tesoro, ricordando che a fine 2009 è stata posta in consultazione pubblica una bozza di regolamento che ha ricevuto «molteplici osservazioni critiche», come quelle sulla metodologia risk based espresse da Anci, Upi, Centro servizi finanza e investimenti enti locali dell'Emilia Romagna, da associazioni di categoria di consulenti indipendenti oltre che da Cdp e Abi.
Tutte le osservazioni «sono state analizzare con attenzione e massima considerazione». Le analisi e gli approfondimenti tecnici sul set informativo obbligatorio sono ancora in corso: «hanno richiesto e richiedono un notevole sforzo di razionalizzazione, trattandosi di materia estremamente tecnica e in costante evoluzione». Il Mef fa notare che anche in sede europea la tematica dei derivati è allo studio. Nella direttiva in tema di fondi comuni armonizzati, il Tesoro ha rilevato che le informazioni fornite alla clientela «contemplano in alcuni casi la rappresentazione di almeno tre ipotesi differenti di potenziale performance dell'investimento con l'indicazione, per ciascuna ipotesi, delle condizioni previste senza tuttavia associare ad ogni ipotesi un indicatore di probabilità».
Pronta la risposta di Cinzia Bonfrisco. «Ringrazio il governo per aver dato immediata risposta alle interrogazioni - ha commentato la senatrice -. Risposta che evidenzia come anche l'esecutivo abbia in grande considerazione la necessità di prevedere, per gli enti locali che riterranno di doversi avvalere di strumenti derivati, una serie di parametri e riferimenti tecnici, e quindi di garanzie, che possano metterli in condizione di scegliere consapevolmente, di essere adeguatamente informati sulle possibili performace di quegli strumenti e le conseguenze delle loro scelte».
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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