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NOVITÀ NORMATIVE

IL REGIME TRIBUTARIO DEI BENI STORICO-ARTISTICI.

Nel caso di immobili di interesse storico e artistico vincolati ai sensi della legge 1089/1939, anche in presenza di interventi di ristrutturazione, la base imponibile ai fini dell'Ici è costituita dall'art. 2 comma 5 del dl n. 16/1993 e cioè gode di un regime tributario sostitutivo.
L'interesse sull'argomento della tassazione Ici degli immobili c.d. «vincolati», ritorna di attualità, con una recente decisione della Corte di cassazione, presa a sezioni unite (per l'esattezza la sent. sezioni unite n. 5518 del 9/3/2011), nella quale si discute sulla fattispecie di un proprietario di un immobile di interesse storico artistico che aveva intrapreso un intervento di ristrutturazione importante. Il comune riteneva che non si potesse dar luogo all'agevolazione prevista dal dl n. 16/1993 citato, che, si ricorda brevemente, prevede che «per gli immobili di interesse storico o artistico ai sensi della legge 1/6/1939, n. 1089, art. 3, e successive modificazioni, la base imponibile, ai fini dell'imposta comunale sugli immobili (Ici), è costituita dal valore che risulta applicando alla rendita catastale, determinata mediante l'applicazione della tariffa d'estimo di minore ammontare tra quelle previste per le abitazioni della zona censuaria nella quale è sito il fabbricato, i moltiplicatori di cui al dlgs 30/12/1992, n. 504, art. 5, comma 2».
Il comune invece aveva ritenuto che nella fattispecie l'intervento di ristrutturazione previsto dall'art. 31 comma 1 lett. c), d), e) della legge n. 457/1978, che definisce gli interventi di restauro e risanamento conservativo, o di ristrutturazione edilizia o di ristrutturazione urbanistica, avesse modificato la base imponibile ai fini Ici, a norma dell'art. 5 comma 6 del dlgs 504/1992, che tiene conto di una particolare - e transitoria - situazione nella quale si trova il fabbricato, situazione che ne pregiudica la «normale redditività», giustificando il riferimento della base imponibile non più al fabbricato, ma al valore dell'area sulla quale il fabbricato insiste. Ciò in virtù degli interventi di recupero effettuati a norma della legge 5/8/1978, n. 457, art. 31, comma 1, lett. c), d) ed e).
I giudici, nel dirimere la controversia, concentrano la loro attenzione sulla tassazione dei fabbricati vincolati rilevando che la norma citata del dl 16/1993, anche in virtù della norma interpretativa della legge n. 342/2000 che equipara ai fini della tassazione per le imposte dirette quella per l'Ici sui suddetti beni, individua per gli immobili storico-artistici una sorta di regime tributario sostitutivo prevedendo non un'esenzione o una riduzione di imposta (secondo una fissata percentuale), bensì una peculiare modalità di imposizione astrattamente determinata senza alcun rapporto con il valore reale (locativo o fondiario) del bene tassato, dato che il reddito dei predetti immobili è determinato mediante l'applicazione della minore tra le tariffe d'estimo previste per le abitazioni della zona censuaria nella quale è collocato il fabbricato».
Tale principio di diritto individuato in sentenze precedenti della stessa Corte (vedi Cass. n. 2332/2009), pone un criterio esclusivamente oggettivo alla norma, prescindendo del tutto dal soggetto che ne sia il proprietario.
Basti infatti osservare che la norma pone la dicitura «in ogni caso» all'applicazione di tale disposizione; quindi appare immediatamente evidente che l'oggetto dell'imposizione è individuato tout court negli immobili soggetti a vincolo storico-artistico, senza che sia aggiunta alcuna altra aggettivazione o qualificazione che autorizzi l'interprete a darne una specificazione, ulteriore rispetto alla qualità - carattere storico-artistico - che il legislatore ha ritenuto determinante al fine di sottoporre gli immobili in questione a uno speciale regime impositivo.
L'aver individuato un regime speciale di tassazione dei suddetti fabbricati, ad avviso della Corte costituzionale che si è pronunciata sul tema solo alcuni anni fa, non lede affatto principi di uguaglianza né contiene un carattere di esenzione assoluta (infatti viene denominato dai giudici delle leggi come una tassazione sostitutiva) ma bensì inerisce una diversa tassazione della base imponibile, in considerazione dei particolari oneri che riguardano i proprietari che devono prestare una speciale cura, anche manutentiva, ai fabbricati in argomento.
Pertanto, ad avviso della Cassazione, anche nel caso di effettuazione di interventi di manutenzione o di ristrutturazione edilizia o urbanistica su detti immobili, la norma speciale dall'art. 2 comma 5 del dl n. 16/1993 che consente una tassazione sostitutiva, prevale su ogni altra norma generale in materia di Ici, compreso l'art. 5 comma 6 del dlgs 504/1992, invocato dall'ente locale per la tassazione in base al valore dell'area su cui insiste il fabbricato.
FONTE: ITALIA OGGI

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