PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

CONTRATTAZIONE DECENTRATA DI DIFFICILE ATTUAZIONE.

L'adozione dei fondi per la contrattazione decentrata integrativa nei singoli enti locali è praticamente impossibile perché mancano le istruzioni sull'applicazione del tetto non superiore al 2010 e sulla riduzione in caso di diminuzione del numero dei dipendenti in servizio. Tale ritardo mette in dubbio la stessa possibilità di stipulare i contratti decentrati integrativi per l'anno 2011. L'annunciata circolare della Ragioneria generale dello stato tarda infatti a essere emanata e anzi sembra difficile che ciò possa avvenire in tempi brevi: se infatti sarà confermata l'indiscrezione per cui sul suo testo la Corte dei conti ha formulato osservazioni, ci vorrà parecchio tempo per avere una base di riferimento.
Alle singole amministrazioni, per evitare di trovarsi in una condizione di impasse, che potrebbe determinare effetti pesanti sulla quantificazione delle risorse destinate alla contrattazione, appare utile avanzare la proposta di definire un contratto ponte con le organizzazioni sindacali, così da destinare le risorse necessarie per il pagamento delle indennità vincolate dal contratto nazionale, di dettare i principi per la ripartizione dei compensi collegati alla contrattazione decentrata e di adottare gli obiettivi necessari per l'assegnazione della produttività.
La circolare 40/2010 della Ragioneria generale dello stato ha chiarito che la retribuzione individuale di anzianità, e implicitamente gli assegni ad personam, in godimento da parte dei dipendenti cessati dal servizio non possono andare a integrare la parte stabile del fondo per le risorse decentrate.
Non è chiaro se nel fondo possono confluire le economie derivanti dalla mancata utilizzazione integrale del fondo del 2010 che eccedono l'analoga cifra derivante dai risparmi 2009 confluita nel fondo 2010. In senso negativo si è espressa la sezione regionale di controllo della Corte del Veneto con il parere n. 285/2011.
Lo stesso parere ha esteso tale interpretazione anche ai risparmi derivanti dalla mancata integrale utilizzazione del fondo per il lavoro straordinario. Il parere vieta anche l'inserimento in aumento rispetto all'anno 2010 delle risorse derivanti dalla incentivazione della realizzazione di opere pubbliche, dai maggiori incassi Ici e dalle vittorie in sede processuale.
La sezione regionale di controllo della Corte dei conti del Piemonte, parere n. 5/2011, applica tale principio anche alla incentivazione dei vigili urbani tramite una quota dei proventi derivanti dalle sanzioni per l'inosservanza del codice della strada, con ciò rendendo di fatto inutilizzabile nel triennio 2011/2013 tale istituto.
Non è in alcun modo chiaro se la riduzione del fondo per le diminuzioni di personale debba essere effettuata sulla base del saldo 2010 tra assunzioni e cessazioni ovvero se tale operazione debba essere effettuata con il saldo 2011. Se si opta per la seconda soluzione si pone il problema di come tenere conto del periodo del 2011 in cui tali unità di dipendenti continuano ad essere in servizio.
Per qualunque delle due soluzioni si opti si deve chiarire se le assunzioni che, in modo parziale negli enti soggetti al patto di stabilità ed in modo integrale negli enti non soggetti, possono essere effettuate nell'anno successivo, vadano a incidere sulla diminuzione del fondo.
Si può considerare acquisito che il taglio non deve essere fatto avendo come base il trattamento economico accessorio in godimento da parte dei cessati, ma in modo proporzionale, cioè togliendo dal fondo risorse pari alla incidenza percentuale delle cessazioni sul numero dei dipendenti in servizio a tempo indeterminato. È opportuno rilevare, a latere, che la circolare della funzione pubblica 22 febbraio 2011, avallata dalla ragioneria generale dello stato, sembra consentire alle amministrazioni di conteggiare nei risparmi derivanti dalle cessazioni anche la quota di diminuzione del fondo che matura.
In queste condizioni costituire il fondo deve essere definito come un azzardo, ma si deve anche tenere conto del fatto che difficilmente nel 2012 potranno essere riportate le eventuali economie del fondo 2011, per cui è bene che tali risorse siano utilizzate. La soluzione migliore è quella di stipulare un contratto decentrato integrativo «ponte» per il 2011, che in attesa della costituzione del fondo consenta la ripartizione di una buona parte delle sue risorse, diciamo prudenzialmente nell'ordine dello 80/90%.
Esse andrebbero destinate al finanziamento delle indennità disciplinate interamente dai Ccnl (turno, reperibili, compensi per giornate festive) e di quelle disciplinate dal Ccdi (produttività, specifiche responsabilità etc), Per la produttività ci si potrebbe riservare la integrazione al momento della definizione del fondo le amministrazioni dovrebbero definire gli obiettivi ed i criteri di valutazione, così da renderne possibile la erogazione.
FONTE: ITALIA OGGI

SCADENZIARIO

<novembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
303112345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930123
45678910
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio