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NOVITÀ NORMATIVE

BILANCI LOCALI: ALLA CONTABILITA' FINANZIARIA SI AGGIUNGE QUELLA ECONOMICA.

Principi e schemi di contabilità confrontabili per regioni, enti locali, istituzioni ed enti strumentali. Lo prevede il decreto attuativo sull'armonizzazione dei bilanci, arrivato al traguardo del Consiglio dei ministri di giovedì scorso dopo i ritocchi parlamentari, mantenendo l'avvio della rivoluzione dal 1° gennaio 2014, dopo un biennio di sperimentazione.
La classificazione delle spese cambierà in: missioni, programmi e macroaggregati, in coerenza con la riforma del bilancio dello Stato.
Le missioni rappresentano le funzioni principali e gli obiettivi strategici dell'ente; saranno definite con apposito decreto. I programmi sono gli aggregati omogenei di attività volte a perseguire gli obiettivi. Essi rappresentano le unità di voto su cui i consiglieri saranno chiamati ad approvare il preventivo e saranno definiti dai singoli enti, garantendo il raccordo con la codificazione COFOG di secondo livello (gruppi). I macroaggregati sono una articolazione dei programmi secondo la natura economica della spesa (gli attuali interventi).
Le entrate saranno rappresentate per: titoli, in base alla fonte di provenienza; tipologie, secondo la natura; categorie, sulla base dell'oggetto. Saranno inoltre distinte le eventuali quote di natura non ricorrente. Le tipologie costituiscono l'unità elementare del preventivo. Entrate e spese possono essere suddivise in capitoli e in articoli (unità elementari ai fini della gestione e della rendicontazione).
Le amministrazioni pubbliche dovranno poi adottare un comune piano dei conti integrato, finalizzato al consolidamento e al monitoraggio dei conti pubblici. Esso è costituito dall'elenco delle articolazioni delle unità elementari del bilancio finanziario gestionale e dei conti economico-patrimoniali. A ogni atto gestionale è attribuita una specifica codifica, che deve consentire di tracciare le operazioni contabili. La struttura della codifica sarà definita con appositi glossari, in base ai quali sarà evitata l'adozione del criterio della prevalenza, l'imputazione provvisoria di operazioni alle partite di giro e l'assunzione di impegni sui fondi di riserva. Gli enti allegheranno al bilancio di previsione e alla nota integrativa la rappresentazione dei valori sulla base del piano dei conti integrato.
Debutterà l'obbligo di consolidare il bilancio degli enti con quelli delle società e degli organismi controllati e partecipati, in modo da rappresentare l'azione complessiva. I relativi schemi saranno definiti unitamente alle metodologie per la costruzione di un sistema di indicatori riferiti ai programmi di bilancio.
L'informativa esterna, inoltre, si arricchirà di un nuovo allegato al rendiconto dedicato alla rappresentazione dei costi sostenuti per le funzioni di cui all'articolo 117, comma 2, lettera m) della Costituzione e delle funzioni fondamentali di cui alla lettera p). Il documento consentirà la comparazione tra i costi e i fabbisogni effettivi e quelli standard.
Alla contabilità finanziaria sarà affiancata, ai fini conoscitivi, la contabilità economico-patrimoniale. Inoltre, in relazione al potenziamento della funzione del bilancio di cassa per lo Stato, si procederà, previa sperimentazione, alla sua graduale estensione anche agli enti locali.
Infine, cambierà la competenza finanziaria. Il nuovo principio, da "testare" nella fase di sperimentazione, secondo cui la contabilizzazione degli accertamenti e degli impegni avverrà nell'esercizio in cui le obbligazioni attive e passive giuridicamente perfezionate vengono a scadenza; ovviamente ciò modificherà i residui attivi e passivi. In ogni caso per gli investimenti è richiesta, sin dal primo anno, la copertura finanziaria della complessiva spesa.
Occhi puntati ora sulla sperimentazione: entro 120 giorni dall'entrata in vigore del decreto saranno definite le modalità attuative, prevedendo sistemi di contabilità e schemi di bilancio semplificati per i comuni con meno di 5mila abitanti; mentre entro 150 giorni saranno individuate le amministrazioni sperimentatrici, secondo criteri che tengano conto della collocazione geografica e della dimensione demografica. Per questi enti la riforma è alle porte.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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