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NOVITÀ NORMATIVE

TARSU/TIA E SUPERFICI UTILIZZABILI

Anche l'accertamento della tariffa d'igiene ambientale può essere basato sulla superficie catastale. Il parametro che i Comuni utilizzano per la verifica degli immobili soggetti alla Tarsu può essere adottato anche dagli enti che hanno scelto la Tia come sistema di prelievo sui rifiuti. Lo ha chiarito l'Ifel con la circolare del 25 gennaio scorso (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri).
L'istituto di finanza locale ha precisato che gli enti anche nell'attività di controllo delle superficie imponibili soggette alla tariffa possono tenere conto di quanto stabilito dall'articolo 1, comma 340 della Finanziaria 2005 (legge 311/2004), in base al quale per gli immobili censiti nel catasto fabbricati, «la superficie per l'applicazione della Rsu», non può essere inferiore all'80% di quella catastale. Questa norma, secondo l'Ifel, vale anche per la Tia, nonostante la norma faccia riferimento solo alla tassa rifiuti.
Il comma 340 dispone che, con decorrenza dal 1° gennaio 2005, per gli immobili censiti nel catasto fabbricati, la superficie per l'applicazione della tassa rifiuti non può essere inferiore all'80% di quella catastale. Secondo la previsione di legge non può essere dichiarata, "in ogni caso", una superficie inferiore.
Elemento critico per l'applicazione di questa disposizione è però la mancanza in molti casi delle planimetrie catastali. Qualora manchi la planimetria o non consenta di calcolare la superficie di riferimento, gli uffici provinciali devono segnalare ai Comuni le unità immobiliari urbane interessate per l'attivazione delle procedure previste dalla norma. In questi casi è imposto al Comune di richiedere la planimetria ai soggetti intestatari dell'immobile, i quali devono presentarla all'ufficio provinciale dell'agenzia del Territorio.
Considerato che vale sempre il principio comunitario "chi inquina paga", al contribuente non può essere richiesto di corrispondere il tributo su una superficie maggiore rispetto a quella effettiva tassabile. Il parametro catastale, infatti, è un dato presunto. Quindi, è facile immaginare che nella quantificazione della superficie possano emergere degli errori. Ecco perché con la circolare 13/2005 l'Agenzia si è preoccupata di correggere eventuali errori che dovessero essere rilevati in seguito delle istanze presentate dai contribuenti. Del resto, i soggetti interessati possono comunque contestare il calcolo.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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