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NOVITÀ NORMATIVE

PATTO 2011: IL MEF HA EMANATO IL DECRETO OBIETTIVI.

Fissata l'asticella dei conti locali per il prossimo triennio. Il ministero dell'Economia ha emanato il decreto con gli obiettivi programmatici per il rispetto del patto di stabilità nel triennio 2011-2013. Il provvedimento dovrà essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, dopodiché scatteranno i 45 giorni entro i quali le Province e i Comuni con oltre 5mila abitanti dovranno inviare via web al Mef e alla Ragioneria generale dello Stato i loro prospetti.
Chi non lo farà sarà considerato inadempiente mentre chi provvederà a una rideterminazione dei risultati dovrà comunicare quelli nuovi entro 15 giorni dalla revisione. Oltre ai prospetti per sindaci e presidenti di Provincia e ai dati Istat sulla popolazione, il provvedimento contiene un allegato con gli obiettivi che andranno rispettati alla luce delle modifiche introdotte dalla legge di stabilità di 2011.
Quest'ultima ha tra l'altro stabilito che quando è richiesto un contributo specifico al comparto enti locali (e così è stato per effetto del Dl 78/2010) la regola generale (conseguire un saldo finanziario di competenza mista pari a zero) lasci il passo a una più specifica (ottenere un saldo di competenza mista non inferiore alla spesa corrente media del periodo 2006-2008 moltiplicata per una percentuale fissa per ogni anno del triennio 2011-2013).
Per arrivare al target 2011-2013 bisognerà seguire cinque fasi. La prima riguarda la determinazione del saldo finanziario come quota della spesa media: gli impegni medi 2006-2008 andranno moltiplicati dalle Province per 8,3% nel 2011 e 10,7% nel 2012 e 2013 mentre dai Comuni per 11,4% quest'anno e 14% nel prossimo biennio. In base al secondo step, tale valore andrà ridotto in base al taglio ai trasferimenti disposti dal governo centrale. E per il 2011, ricorda l'allegato al Dm, fa fede il decreto dell'Interno 15 dicembre 2010.
Arrivati al terzo passaggio si potrà usufruire di un primo fattore correttivo. In base al quale gli enti che ottengono un obiettivo peggiore rispetto a quello ottenuto applicando le regole del Dl 78/2010, possono migliorarlo per un importo pari alla metà della distanza fra il "nuovo" e il "vecchio" obiettivo; viceversa chi riscontra un target migliore rispetto a quello calcolato secondo le regole previgenti, può peggiorarlo per un importo pari alla metà della distanza fra "nuovo" e "vecchio".
La quarta fase stabilisce un altro fattore di correzione fondato sullo sconto di 310 milioni, che è stato disposto dalla scorsa legge di stabilità e che andrà distribuito su base demografica. Il valore così determinato, stando al quinto passaggio, sarà definitivo solo per gli enti non coinvolti da un patto regionale. Altrimenti bisognerà tenere conto delle variazioni decise su base territoriale.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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