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NOVITÀ NORMATIVE

I COMUNI POSSONO AUMENTARE L'ACCISA SULL'ENERGIA ELETTRICA.

Tutti i comuni possono deliberare una maggiorazione dell'addizionale all'accisa sull'energia elettrica per la copertura dei costi del servizio di smaltimento dei rifiuti, ma lo devono fare entro il 30 giugno, termine per l'approvazione del bilancio di previsione. La maggiorazione non è riservata solo ai comuni della regione Campania, per i quali tra l'altro la sua istituzione non è una facoltà ma un obbligo.
Lo ha chiarito il Dipartimento delle finanze (direzione Federalismo fiscale) con la risoluzione n. 3 di ieri. La questione è stata posta da un comune della Calabria che aveva sollevato il dubbio che la maggiorazione fosse adottabile solo dagli enti locali della regione Campania.
Il Dipartimento ha invece precisato che l'articolo 2, comma 2-bis, lettera b) del Dl 225/2010 ha stabilito quali sono le misure che i comuni possono adottare per assicurare la copertura integrale dei costi diretti e indiretti dell'intero ciclo di gestione dei rifiuti, attribuendo a tutti gli enti «la facoltà di deliberare un'apposita maggiorazione, non superiore al vigente importo».
In base a questa norma, in attesa che venga data completa attuazione alle disposizioni di carattere finanziario in materia di gestione dei rifiuti, la maggiorazione dell'addizionale può concorrere ad assicurare la copertura integrale dei costi diretti e indiretti dell'intero ciclo di gestione dei rifiuti, anche in assenza di una dichiarazione dello stato di emergenza. L'istituzione della maggiorazione costituisce una deroga alla regola che ha imposto agli enti locali la sospensione, sino all'attuazione del federalismo fiscale, del potere di deliberare aumenti di tributi, addizionali e aliquote.
Mentre il successivo comma 2-ter prevede solo per i comuni della regione Campania destinatari della riduzione dei trasferimenti, disposta dall'articolo 12 del decreto legge 195/2009, l'obbligo di deliberare, a decorrere dal 2011, una maggiorazione dell'addizionale con un'aliquota indifferenziata e un gettito non inferiore all'importo annuale dei trasferimenti ridotti, incrementato fino al 10 per cento. Pertanto, secondo il Dipartimento, «la lettura combinata di entrambi i commi induce a sostenere» che la previsione contenuta nell'articolo 2, comma 2-bis «può essere applicata da tutti i comuni e non solo da quelli della regione Campania».
Nella risoluzione viene anche richiamata la disposizione contenuta nell'articolo 172, comma 1, lettera e) del Tuel, secondo cui costituiscono allegato al bilancio di previsione le deliberazioni con le quali vengono determinate per l'esercizio successivo tariffe, aliquote d'imposta e così via. Pertanto i comuni che abbiano già approvato il bilancio, qualora vogliano maggiorare l'addizionale, non hanno altra strada che apportare una variazione conseguente alla maggiore entrata. Naturalmente entro il 30 giugno.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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