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NOVITÀ NORMATIVE

NOVITA' SUL DECRETO "MILLEPROROGHE"

Ancora sacrifici per la pubblica amministrazione. Un emendamento del relatore, Lucio Malan, al decreto milleproroghe (dl 194/2009) in discussione in commissione affari costituzionali al senato, delinea un'ulteriore cura dimagrante per tutte le amministrazioni statali, compresa la presidenza del consiglio e gli enti pubblici non economici. Dopo i tagli del 2008 (riduzione degli uffici dirigenziali di livello generale e non generale, in misura non inferiore, rispettivamente, al 20 e al 15%) entro il 30 giugno 2010 le p.a. dovranno ridurre gli uffici dirigenziali di livello non generale, e le relative dotazioni organiche, in misura non inferiore al 10 per cento. E dovranno rideterminare le dotazioni organiche del personale non dirigenziale, ad esclusione degli enti di ricerca, riducendo di almeno il 10% la spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico. Le amministrazioni inadempienti non potranno più effettuare assunzioni a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto.
Il milleproroghe imbarca pure il decreto Calderoli che rinvia al 2011 i tagli alle poltrone degli enti locali. Come anticipato da ItaliaOggi (si veda il numero del 9/1/2010) lo slittamento all'anno prossimo dei tagli a consigli e giunte di comuni e province, così come il tetto ai compensi dei consiglieri regionali, ha trovato posto nel disegno di legge di conversione del dl 194 grazie a un emendamento del relatore. Nel milleproroghe sono state recepite anche tutte le altre disposizioni contenute nel decreto legge sulla finanza locale n. 2 del 25 gennaio 2010, approvato dal consiglio dei ministri il 13 gennaio scorso e pubblicato proprio ieri in Gazzetta Ufficiale (n. 20 del 26 gennaio). Oltre al rinvio dei tagli alle poltrone, il riferimento è alla compartecipazione Irpef all'1% per le province e allo stanziamento di 30 milioni di euro all'anno fino al 2012 da utilizzare per l'estinzione anticipata a carico dello stato di mutui e prestiti da parte degli enti locali. A questo punto è facile prevedere che il dl n. 2/2010 sia un decreto «a perdere» e che venga fatto decadere senza attenderne la conversione in legge.
Sempre in materia di enti locali con un altro emendamento del relatore viene dato più tempo per adeguarsi al patto di stabilità interno, nel caso di modifiche legislative. «Con decreto del ministro dell'economia», si legge nell'emendamento, «possono essere aggiornati, ove intervengano modifiche legislative alla disciplina del patto di stabilità interno, i termini riguardanti gli adempimenti delle regioni, delle province autonome di Trento e Bolzano e degli enti locali relativi al patto di stabilità interno». Vediamo tutte le altre novità contenute negli emendamenti del relatore.
Dividendi fuori dal patto di stabilità. Viene risolto il problema del computo nel patto di stabilità delle risorse derivanti dalla cessione di azioni o quote delle società partecipate. La questione sembrava chiusa dopo l'abrogazione della norma (il discusso comma 8 dell'art. 77-bis del dl 112/2008) e in realtà così è stato, ma solo per il 2009. Per il 2010 bisognava ricalcolare tutto, tenendo come base il 2007, ma senza il disposto del comma 8 abrogato. Di qui la necessità (anticipata su ItaliaOggi del 10/12/2009) di un nuovo intervento normativo. Puntualmente arrivato con un emendamento del relatore nel quale si chiarisce che «nel calcolo del saldo finanziario 2007 non si computano le risorse derivanti dalla distribuzione di dividendi determinati da operazioni straordinarie poste in essere da società quotate sui mercati regolamentati operanti nel settore dei servizi pubblici locali».
Scudo fiscale e rimborsi Alitalia. L'1% delle maggiori entrate dovute alla proroga dello scudo fiscale andrà ai comparti difesa e sicurezza. Lo prevede un emendamento a firma dei capigruppo di Pdl e Lega al senato, Maurizio Gasparri e Federico Bricolo. Più tempo per i rimborsi agli obbligazionisti e agli azionisti Alitalia: il termine per esercitare tale diritto viene infatti fissato al 15 marzo 2010. «Le assegnazioni di titoli di stato non potranno risultare superiori rispettivamente a 100 mila euro per ciascun obbligazionista e a 50 mila euro per ciascun azionista», si legge nell'emendamento del relatore.
Visti di ingresso. Tempi più certi per i visti di ingresso agli stranieri che entrano nel nostro paese come lavoratori subordinati, stagionali o autonomi nell'ambito delle quote definite annualmente per gli ingressi. Un emendamento di Lucio Malan, prevede infatti che i visti «siano rilasciati entro il 30 settembre nel limite delle quote stabilite nell'ultimo decreto emanato».
Lavoro nero. Un altro emendamento del relatore fissa i termini entro i quali chi ha fatto lavorare in nero può usufruire del pagamento della sanzione in misura ridotta. Per potere avere questa possibilità il datore di lavoro deve pagare la multa entro novanta giorni e versare una somma aggiuntiva di 100 euro per ciascun lavoratore che viene destina al potenziamento delle attività svolte dai servizi ispettivi del ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Servizi in rete delle pubbliche amministrazioni. Sono prorogati al 31 dicembre 2010, i termini in materia di accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni, con strumenti diversi dalla carta d'identità elettronica e dalla carta nazionale dei servizi.
Rappresentatività sindacale. In prospettiva dei rinnovi contrattuali per gli anni 2010-2012, è stata prorogata la rappresentatività delle confederazioni e delle organizzazioni sindacali accertata in base ai dati certificati per il biennio contrattuale 2008-2009. «Conseguentemente», chiarisce l'emendamento al milleproroghe, «la media tra dato associativo e dato elettorale è rideterminata nei nuovi comparti ed aree di contrattazione sulla base dei dati certificati per il biennio contrattuale 2008-2009».
Expo 2015. Per il finanziamento di Expo Milano 2015 potrà essere utilizzata, in misura proporzionale alle partecipazione azionaria detenuta dallo stato, una quota non superiore al 10% delle risorse autorizzate dalla manovra triennale (30 milioni di euro per l'anno 2009, 45 milioni di euro per l'anno 2010, 59 milioni di euro per l'anno 2011, 223 milioni di euro per l'anno 2012, 564 milioni di euro per l'anno 2013, 445 milioni di euro per l'anno 2014 e 120 milioni di euro per l'anno 2015).
Rispunta la norma pro-tartufi. Torna la proposta di introdurre sgravi fiscali per gli acquirenti di tartufi dai raccoglitori dilettanti o occasionali. La misura vale un milione di euro l'anno, dal 2011. L'intervento è stato al centro di un balletto durante l'esame della Finanziaria in senato non riuscendo però a essere inserita nel testo approvato dal parlamento.
FONTE: ITALIA OGGI

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