PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

PATTO DI STABILITA': AL VIA LA MANOVRA SULLA BASE DI CRITERI MERITOCRATICI.

L'arrivo della manovra riporta alla ribalta un tema molto caro agli amministratori locali: la necessità di rivedere in chiave "meritocratica" i vincoli imposti dal patto di stabilità interno. L'ultima richiesta di revisione è arrivata dalla Lega Nord nel raduno di Pontida. Due le parole chiave di ogni proposta di modifica: virtuosità (da parte degli amministratori) e sostenibilità (da parte del Governo).
Conciliare due esigenze apparentemente contrapposte (maggiore flessibilità all'interno di una manovra che continua a essere restrittiva per gli enti locali) non è compito facile per il dicastero di via XX Settembre. È alto il rischio, da un lato, di non mantenere le attese degli enti virtuosi (già mortificate dall'attuazione della fase transitoria del federalismo municipale) e, dall'altro, di stringere ulteriormente i margini per coloro che si trovano in una situazione di bilancio non rosea.
L'esperienza recente (sistema "premiale" introdotto per il 2009 e abrogato l'anno dopo) insegna che non è semplice definire i criteri con cui individuare "oggettivamente" i Comuni con performance migliori. Per molte ragioni. In primo luogo è bene riferirsi alla definizione dell'aggettivo "virtuoso": in economia, virtuoso è chi adotta un comportamento orientato al risanamento.
Gli indicatori che saranno considerati devono tener conto del percorso che Comuni e Province hanno intrapreso, non cadendo nella tentazione di definire indicatori puntuali, senza tenere conto della dinamica negli anni degli stessi. Fatta questa premessa, è utile chiedersi quali siano i parametri da considerare per definire un ranking delle autonomie locali.
Non si può certo considerare virtuoso, per esempio, un ente che peggiora il suo equilibrio di parte corrente, qualunque sia il livello di spesa sostenuto. E se è vero che l'Istat ha certificato la costante crescita della spesa corrente a discapito di quella per investimenti, non può essere penalizzato l'ente che, durante la crisi economica, è riuscito ad accrescere la spesa del welfare locale a discapito di alcuni interventi infrastrutturali rinviati a una fase di crescita più sostenuta.
In questa prospettiva, appare un po' troppo "brutale" la proposta del consiglio nazionale dell'Anci che, nel documento licenziato a Ischia, ha messo come primo indicatore da considerare l'andamento del rapporto fra spesa corrente e spesa in conto capitale premiando un rapporto che privilegi la seconda rispetto alla prima. Con tale considerazione non si disconosce l'estrema importanza che rivestono, per l'economia nazionale, gli investimenti realizzati dagli enti locali.
Nonostante la recessione, Comuni e Province continuano a rappresentare il comparto della Pa più vivace sotto questo profilo. Sarebbe incompleto dal punto di vista scientifico, però, non considerare la capacità che alcuni enti hanno dimostrato di programmare la realizzazione degli investimenti tenendo conto sia della capacità di spesa del proprio bilancio, sia dei vincoli di finanza pubblica. Non può essere considerato "virtuoso" un Comune che non sfrutta i (pur esigui) margini di manovra concessi.
Sul punto, è bene ricordare che Comuni e Province negli ultimi tre anni hanno superato l'obiettivo assegnato per circa tre miliardi di euro, tre miliardi di opere pubbliche che potevano essere concluse, pur in presenza di stringenti vincoli. Basti ricordare che il calo degli investimenti fotografati dal rapporto Ifel è pari al 15% nel solo ultimo anno.
La programmazione degli investimenti, quindi, diventa un fenomeno cruciale da rappresentare negli indicatori di virtuosità, che potrebbe essere riassunto nella capacità di smaltire i residui passivi. Più l'indicatore si avvicina all'unità, più è evidente la capacità dell'ente di programmare opere pubbliche che non solo è riuscito a finanziare, ma, nel rispetto dei vincoli imposti, anche a realizzare.
La consistenza del debito, in questo frangente, appare irrilevante: un alto debito è assolutamente compatibile se si concilia con un equilibrio strutturale di parte corrente e un'efficace programmazione degli investimenti, nel rispetto dei vincoli imposti dal patto di stabilità interno.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<novembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
303112345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930123
45678910
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio