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NOVITÀ NORMATIVE

PATTO DI STABILITA': COMPENSAZIONI DA RESTITUIRE IN 2 ANNI.

I Comuni e le Province che nel 2011 cederanno i surplus rispetto all'obiettivo del patto di stabilità, a favore di altri enti della stessa regione, avranno indietro, nei due anni successivi, l'intera quota ricevuta, che sarà restituita da coloro che ne hanno beneficiato nell'anno.
È la novità del decreto sul patto di stabilità regionale orizzontale ora sui tavoli della conferenza unificata. L'ultimo tassello che disciplina i vincoli di finanza pubblica messi a punto nella legge di stabilità 2011 (articolo 1, comma 141, della legge 220/2010), con cui le Regioni potranno far rimanere nel proprio territorio le eccedenze di scostamenti positivi sull'obiettivo del patto, che altrimenti sarebbero inutilizzate. Il meccanismo definitivo prevede che entro il 15 ottobre gli enti comunichino, alla Regione e alle Anci e Upi regionali, le offerte e le domande di spazi finanziari.
La Regione avrà tempo fino al successivo 31 ottobre (termine perentorio che dal 2012 è anticipato al 30 giugno) per compensare le richieste degli enti in difficoltà con le somme disponibili e comunicare i nuovi obiettivi al Mef, agli enti e alle associazioni di categoria. La compensazione deve assicurare la coincidenza fra i miglioramenti e i peggioramenti del saldo per ognuno degli anni del triennio; così come deve garantire, per ogni ente locale, piani di rientro e recupero di durata pluriennale, per cui, nell'arco del triennio, le quote ricevute o cedute dovranno corrispondere alle quote restituite o rientrate.
I criteri per la rimodulazione degli obiettivi sono stabiliti in sede di Consiglio delle autonomie locali (Cal), sentite Anci e Upi regionali, e privilegiano le spese in conto capitale, quelle inderogabili e le spese che incidono positivamente sul sistema economico locale, mentre sono bandite le spese correnti di carattere discrezionale.
Le Regioni hanno accesso ai dati del ministero dell'Economia su obiettivi, monitoraggi e risultati di ciascun ente locale del proprio territorio; inoltre possono richiedere direttamente agli enti ulteriori informazioni. Va ricordato che la legge non consente di modificare l'importo complessivo della manovra, né le regole relative al monitoraggio e alle sanzioni.
L'unica sanzione prevista per gli enti che non partecipano al processo è l'esclusione, nell'anno successivo, dal patto territoriale. Si applica qualora gli enti realizzino un surplus eccedente l'obiettivo di un valore percentuale fissato in sede di Cal. Vedremo se le Regioni riusciranno a cogliere questa opportunità per allentare i vincoli dei Comuni e delle Province in difficoltà e lasciare sul territorio gli extra risparmi, che, seppure in calo, continuano a essere significativi.
Dai risultati del 2010 (pubblicati dalla Corte dei conti nell'ultimo rapporto sul coordinamento della finanza pubblica) emerge, infatti, che il comparto ha conseguito un extra risparmio di 941 milioni di euro, di cui 813 prodotto dai Comuni. Finora i territori più sensibili nella sperimentazione del patto orizzontale sono stati il Piemonte (pilota già nel 2009) e il Lazio.
Fra le altre regioni, Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna hanno emanato una disciplina territoriale destinata a dispiegare effetti nel 2011, che ora dovrà essere allineata alle nuove linee guida; mentre la Liguria ha avviato il cantiere del patto territoriale nelle scorse settimane.
Da quest'anno, infine, ci sono novità anche per l'ulteriore strumento di flessibilità del patto verticale, con cui la Regione può assegnare agli enti altre quote di cui si deve fare carico peggiorando i propri obiettivi.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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