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NOVITÀ NORMATIVE

IN ARRIVO RENDITE PRESUNTE E RETROATTIVE.

Partite le operazioni di accertamento delle case non dichiarate, da parte dell'agenzia del Territorio, in collaborazione con le categorie professionali tecniche, tra non molto saranno esposte le prime rendite presso l'Albo pretorio dei Comuni interessati, presso gli Uffici provinciali dell'Agenzia e sul sito www.agenziaterritorio.gov.it dopo la comunicazione pubblicata sulla Gazzetta ufficiale.
I titolari dei diritti sugli immobili oggetto di accertamento si troveranno nella condizione di dover provvedere ai necessari adempimenti in quanto:
- la rendita presunta attribuita avrà efficacia retroattiva, al 1º gennaio 2007, ma qualora l'edificio fosse stato eretto successivamente, il proprietario potrebbe presentare istanza al l'ufficio provinciale del l'Agenzia, esibendo la documentazione comprovante la data di ultimazione (contratti per la fornitura di luce, acqua, gas, telefono, eccetera);
- l'accertamento con rendita presunta, fatto sulla base di ortofoto aeree, con sopralluogo esterno, ha valore ai soli effetti fiscali, ma non sostituisce la denuncia al Catasto o l'accertamento d'ufficio con rendita definitiva, come invece era avvenuto fra il 2007 e il 2010, a cura dei tecnici catastali.
Di conseguenza, per i possessori resta l'obbligo di denuncia al Catasto dell'immobile, ai sensi dell'articolo 28 del Rdl 652/39, mediante incarico a un tecnico professionista iscritto all'albo degli ingegneri, architetti, geometri, dottori agronomi e forestali, periti edili, periti agrari e agrotecnici.
Peraltro in ogni caso, il possessore dei fabbricati mai dichiarati, dovrà comunque versare gli oneri per l'accertamento della rendita presunta, ridefiniti col provvedimento del 19 aprile 2011 del direttore del Territorio e le sanzioni per ciascuna unità accertata.
Dopo i primi accertamenti con rendite presunte, l'agenzia delle Entrate per le imposte dirette, e gli Uffici tributi comunali per l'Ici, invieranno gli accertamenti per le imposte dovute, a fronte delle quali il contribuente ha l'opportunità di ricorrere all'accertamento con adesione.
Questa procedura genera i seguenti effetti:
- sospensione dei termini di 90 giorni, oltre al periodo feriale (risoluzione 159/E dell'11 novembre 1999), valida per l'impugnativa dell'atto e per la riscossione delle imposte in pendenza di giudizio, entro i quali sarà possibile pervenire a un atto di adesione;
- entro 15 giorni, anche telefonicamente, l'ufficio convoca il contribuente per discutere la pratica;
- nel caso di definizione della pratica, l'avviso di accertamento viene di fatto annullato.
L'atto di adesione deve essere redatto in forma scritta in duplice copia, firmato dalla parte e dal capo ufficio e deve contenere:
- gli elementi estimali su cui si fonda la definizione (consistenza dei beni, destinazioni, decorrenze, ultimazione, eventuali vincoli);
- la liquidazione completa delle imposte, sanzioni e interessi. In caso di accordo le sanzioni sono ridotte a un terzo del minimo (dal 1º febbraio 2011);
- l'eventuale forma rateale scelta: massimo di otto rate trimestrali.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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