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NOVITÀ NORMATIVE

NODO INDICATORI PER LE PREMIALITA' PATTO.

Indicatore che scegli, graduatoria che trovi. Si gioca su un terreno estremamente variabile la partita dei Comuni «virtuosi», quelli che hanno i conti in ordine e dovrebbero incontrare regole di favore nella manovra in arrivo.
Le prossime sono ore decisive e il tema sarà sul tavolo del vertice a tre fra Berlusconi, Tremonti e Bossi in programma per questa mattina. La segreteria politica del Carroccio di ieri l'ha messa esplicitamente in agenda per il «giorno della verità» di oggi, e sempre ieri sono tornati sulle barricate gli amministratori locali, che per bocca del segretario generale dell'Anci Angelo Rughetti hanno chiesto al Governo di «cambiare metodo» e di far passare da un confronto preventivo con i diretti interessati le scelte su entità e distribuzione della manovra per gli enti locali.
Gli occhi sono puntati su un panel ampio di indicatori, e il riferimento più diretto è il decreto su «premi e sanzioni» per gli amministratori locali che rappresenta la prossima tappa nell'attuazione del federalismo fiscale. I "punti sensibili" del Dlgs, che potrebbero tornare utili per il nuovo patto di stabilità meritocratico, sono due: l'articolo 5, che individua i parametri di «regolarità della gestione amministrativo-contabile», e l'articolo 8, che anticipa gli indicatori del patto di stabilità federalista.
Sul primo versante, sono tre le spie di gestione contabile troppo allegra. Il primo è il disequilibrio di parte corrente, che si verifica quando le uscite ordinarie superano le entrate stabili. Una situazione, questa, che si verifica nella maggioranza degli enti locali, e che viene coperta al ricorso a entrate straordinarie come gli oneri di urbanizzazione o le plusvalenze da vendita del patrimonio. Anche un bilancio in equilibrio apparente, però, può nascondere più di un problema, soprattutto quando per far quadrare i conti si ricorre ad ampie anticipazioni di tesoreria, rimborsate in seguito. Questo è dunque il secondo indicatore, che insieme alle modalità di gestione dei servizi per conto terzi offre il panel per misurare la temperatura dei bilanci locali.
Rilevata la salute dei conti, il passo successivo è misurare il loro grado di «virtuosità». A questo proposito, la bozza di patto federalista progetta di garantire premi, articolati secondo la classe dimensionale dell'ente, in proporzione a tre indicatori: la «rigidità strutturale» dei bilanci, data dal peso delle spese fisse (personale, rimborso prestiti, oneri del debito) sulle entrate correnti, il grado di «autonomia finanziaria» (cioè quanto contano le entrate proprie sul bilancio) e gli «effetti» dell'attività finanziaria, dati dal risultato di amministrazione e dalla capacità di pagare gli investimenti e di abbattere il debito. Un quarto indicatore propone di misurare il livello dei servizi e la pressione fiscale, ma presuppone un sistema di misurazione più raffinato di quelli attuali.
Dal mix degli indicatori dipende l'identikit dei «virtuosi» che uscirà dalla manovra, con un'avvertenza.
Autonomia finanziaria e rigidità strutturale sono già stati usati nello sfortunato tentativo del 2009, quando la premialità venne abrogata dopo che nell'elenco dei virtuosi comparvero anche città vicine al default.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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