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NOVITÀ NORMATIVE

POSSIBILITA' DI AUMENTI CON IL RINVIO AL 31 AGOSTO DEI BILANCI.

Con il rinvio al prossimo 31 agosto, deciso nella Conferenza Unificata di giovedì, il calendario per l'approvazione dei bilanci preventivi degli enti locali infrange un nuovo record. «Colpa» della complessa fase di transizione verso il federalismo fiscale, che da quest'anno cancella i vecchi assegni statali per sostituirli con i tributi devoluti e il fondo sperimentale di riequilibrio, e delle elezioni, che nelle ultime settimane hanno insediato nuove Giunte in oltre 1.300 Comuni, un sesto del totale.
Proprio l'incrocio di federalismo e nuove Giunte, però, rischia di dare un significato ulteriore all'ennesimo slittamento dei termini deciso ieri. L'ultima data utile per la chiusura dei preventivi coincide anche con il termine delle possibilità di ritoccare le aliquote del Fisco locale: i decreti sul federalismo di Comuni e Province ne hanno sbloccate tre, due per i sindaci (addizionale Irpef e imposta di soggiorno) e una per i presidenti (addizionale sull'Rc Auto).
La semi-libertà fiscale degli amministratori locali, che riguarda anche la possibilità di rivedere la tassazione del servizio rifiuti, per quest'anno avrebbe dovuto chiudersi giovedì, ma grazie all'accordo ottiene due mesi di tempi supplementari. Un tempo utile soprattutto alle nuove Giunte, che si sono appena messe al lavoro e, quando sono di colore politico diverso rispetto ai predecessori, hanno in più di un caso acceso polemiche sulle "scoperture" nei bilanci ereditate dagli esecutivi precedenti (come accade a Milano).
Si gioca soprattutto su questo terreno l'attesa degli effetti che saranno prodotti dalla spinta in avanti dei termini, su cui il Governo si è rivelato addirittura più «generoso» rispetto a quel che chiedevano le stesse amministrazioni (la proposta era di spostare la scadenza al 31 luglio). Un rinvio che potrebbe dare tempo anche al Governo di scrivere il regolamento per l'imposta di soggiorno, a rischio illegittimità senza le regole statali.
A motivare la richiesta degli enti è soprattutto l'incertezza "ufficiale" sulle voci federaliste che intervengono a sostituire i trasferimenti statali aboliti dalla riforma, ma su questo tema la soluzione è in arrivo: il mix di compartecipazione Iva, tributi devoluti e fondo di riequilibrio che spetta a ogni Comune è già stato definito, e si attende solo la pubblicazione dei provvedimenti in «Gazzetta Ufficiale».
Nel corso della stessa Conferenza Unificata che ha deciso lo slittamento dei termini per i bilanci, inoltre, il Governo ha assicurato che martedì prossimo chiederà alla Banca d'Italia di erogare la prima rata delle nuove spettanze. Un atto necessario per evitare buchi nella gestione di cassa dei Comuni.
I due mesi in più, però, possono tornare utili anche nelle tante città che hanno già chiuso i preventivi 2011. Come ha ricordato il dipartimento Finanze nella risoluzione 2/2011, per variare le aliquote locali dopo il varo dei preventivi non occorre la riapprovazione dell'intero bilancio, ma è sufficiente seguire l'iter più snello della «variazione».
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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