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NOVITÀ NORMATIVE

PATTO DI STABILITA': CRITERI DI VIRTUOSITA' PROBLEMATICI.

I parametri per individuare gli enti virtuosi sono «risibili e vecchi», quindi la manovra per gli enti locali è «sicuramente negativo su tutto il fronte». Il giudizio arriva dal presidente dell'Anci Lombardia, Attilio Fontana, che oltre a essere sindaco di Varese è anche un esponente ascoltato della Lega. Visto che il patto «meritocratico» è una vittoria politica del Carroccio, che aveva posto il tema in cima al quasi-ultimatum di Pontida, il giudizio di Fontana (condiviso peraltro dalla maggioranza degli amministratori locali) ha un peso particolare.
Del resto, un conto è l'intenzione, un altro la sua realizzazione pratica. Il patto «meritocratico» è una richiesta ormai tradizionale anche dell'Anci, ma i nove indicatori scelti dal Governo per individuare i Comuni a cui riservare un trattamento "di favore" mostrano già a una prima lettura più di un problema.
Alcuni, quanto meno, necessitano di qualche precisazione. È il caso, per esempio, del grado di «autonomia finanziaria», che in genere viene espressa dal peso delle entrate «proprie» sul totale degli introiti dell'ente. Nel sistema federalista, che da quest'anno ha cancellato i trasferimenti statali, l'autonomia finanziaria tradizionale si avvicina progressivamente al 100% per tutti gli enti (una volta fiscalizzati anche i trasferimenti regionali), perché anche compartecipazione Iva, tributi devoluti e fondo di riequilibrio sono entrate «proprie», da iscrivere al Titolo I del bilancio.
Difficile da decrittare anche l'indicatore legato alla «situazione finanziaria», che potrebbe essere basato sull'equilibrio di parte corrente, punendo quindi gli enti che ricorrono a entrate straordinarie e anticipazioni di cassa per far quadrare i conti. Al momento, però, nessun elemento della norma indica oggettivamente questa (o un'altra) strada. Curiosamente, il parametro sul personale non mette in rapporto la spesa per stipendi con le uscite correnti, ma con quelle «complessive», inserendo nel conto anche grandezze come gli investimenti, che non hanno legami diretti con la consistenza degli organici. Il dato sugli investimenti, invece, non tiene conto dell'effettiva capacità di pagamento.
Per individuare il «livello di spesa per auto di servizio», poi, occorrerebbe chiedere il dato ai diretti interessati, perché i certificati di bilancio non hanno questa voce. A guidare le pagelle del singolo Comune, poi, secondo la manovra interverranno anche le «sedi e uffici di rappresentanza in Italia e all'estero». Una voce nata probabilmente dalle polemiche sulle spese regionali, ma che fatica ad adattarsi alla realtà media dei Comuni.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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