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NOVITÀ NORMATIVE

DA EQUITALIA AI COMUNI: I COSTI AUMENTERANNO.

Non sarà a costo zero il passaggio ai comuni della riscossione, da parte di Equitalia, a partire dal 1° gennaio 2012. A mettere in dubbio gli effetti a somma zero del passaggio per le casse dell'erario sono i tecnici del servizio studi del senato che, compatibilmente con la blindatura del testo del dl sviluppo, hanno chiesto ripetuti chiarimenti al governo su come dovrà essere effettuata la staffetta.
«Andrebbe chiarito», scrivono dal senato, «se dall'esclusione di Equitalia spa dall'attività di accertamento, liquidazione e riscossione possano derivare effetti di minor gettito a titolo di riscossioni coattive a favore dei comuni, atteso che con l'unificazione della riscossione in capo a Equitalia spa, operata con il decreto-legge n. 203 del 2005, si è proceduto a una razionalizzazione delle attività di accertamento, liquidazione e riscossione cui a suo tempo furono associati in termini di quantificazione ex-ante - importanti effetti di gettito».
Ricordano infatti i tecnici che nella relazione tecnica di accompagnamento al dl 203/2005 si ipotizzava un incremento delle riscossioni pari a 780 mln di euro nel periodo 2010-2028. Non si condivide, insomma, che siano solo modifiche procedurali.
Passando, poi, al nuovo ruolo dei comuni nella riscossione, e in particolare alle scelte operative che questo passaggio comporterà, i tecnici evidenziano che «va tenuto presente che la creazione di uffici interni o nuove società che si occupino dell'accertamento e della riscossione comporterà tempi operativi che potrebbero compromettere il recupero delle posizioni di debito dei contribuenti prossime alle scadenze previste dalla normativa vigente per gli accertamenti. Inoltre, andrebbe verificata l'effettiva neutralità finanziaria legata all'utilizzo di risorse e mezzi già presenti presso gli enti locali e disponibili a legislazione vigente».
La scelta di riportare tutta la riscossione all'interno del comune, insomma, senza che ciò determini un incremento dei costi organizzativi della riscossione locale, «sembra improbabile soprattutto per quei comuni sprovvisti dei funzionari della riscossione e che, ai sensi della lettera gg-sexies), devono essere nominati ai fini della riscossione coattiva», conclude il documento.
Infine la norma che prevede l'esonero del pagamento delle spese in caso di cancellazione del fermo amministrativo nulla stabilisce in capo a chi effettivamente permane il costo. Si può ipotizzare dunque che nessuno sia tenuto al pagamento delle spese «con ciò configurandosi una situazione amministrativa incerta, foriera di possibili contenziosi e conseguenti oneri a carico dello stato, in particolare dell'imposta di bollo».
FONTE: ITALIA OGGI

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