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NOVITÀ NORMATIVE

POSSIBILI NOVITA' SUL PATTO 2010

«Le inammissibilità non saranno né poche, né indolori». Così il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Carlo Vizzini (Pdl), ha spiegato che da oggi si procederà al vaglio delle proposte di modifica all'articolo 1.
Un lavoro che non sarà certo facile visto che il fascicolo degli emendamenti conta ormai oltre 650 norme che spaziano a tutto campo. E non è ancora finita. L'Associazione dei comuni, ascoltata ieri dalla commissione, annuncia che sul depotenziamento delle zone franche potrebbe giungere a breve una nuova proposta di modifica - elaborata dalla stessa Anci e che sarà fatta propria dal governo - per cancellare la stretta e ridefinire le regole con un decreto attuativo da presentare in Conferenza unificata. Il tutto nei limiti di spesa dei 100 milioni già indicati dall'Esecutivo.
Sempre in tema di enti locali, torna ad affacciarsi in un emendamento del relatore (Lucio Malan, Pdl) lo sconto sul patto di stabilità per le amministrazioni che nel 2007 hanno ottenuto dividendi da operazioni straordinarie con le partecipate quotate. Il patto, infatti, chiede agli enti di migliorare i bilanci rispetto al 2007, e il correttivo prova a risolvere casi critici come quello di Brescia, che avendo incassato nel 2007 un megadividendo da 63 milioni per la fusione di Asm con Aem si era ritrovato obiettivi irraggiungibili.
L'emendamento riprende una norma del 2008, che escludeva dal patto anche i proventi da dismissioni immobiliari ed era stata poi abrogata perché, pur favorendo un gruppo di enti, ne penalizzava altri. Anche il nuovo tentativo non risolve tutti i problemi, perché non contemplando nessuno sconto per le dismissioni immobiliari non aiuta gli enti che per questa via hanno incassato nel 2007 risorse straordinarie e non replicabili. Trova conferme dal governo, poi, l'emendamento leghista (primo firmatario Giampaolo Vallardi) che avvia la restituzione dell'Iva pagata indebitamente sulla tariffa di igiene ambientale. Il meccanismo prevede che l'utente chieda il rimborso al gestore, che a sua volta otterrebbe un credito equivalente sulle imposte sui redditi.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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