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NOVITÀ NORMATIVE

IL CONSOLIDAMENTO DELLA SPESA DI PERSONALE PUO' BLOCCARE LE ASSUNZIONI.

Il consolidamento della spesa di personale fra la pubblica amministrazione e le sue partecipate rischia di far saltare le assunzioni in tutto il settore pubblico allargato.
Se da una parte la manovra estiva scioglie i dubbi sul fatto che il limite del 40% delle spese di personale su quelle correnti comprende anche le partecipate, dall'altro la questione si complica in tema di sanzioni. Infatti, un'eccessiva incidenza della spesa di personale porta con sé il divieto di procedere ad assunzioni a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale.
Dal tenore letterale delle norme in esame, sembra pacifica una conclusione quantomeno singolare: un comune con i conti in ordine potrebbe essere soggetto a sanzione a causa dello squilibrio generato dalla gestione meno virtuosa della società partecipata. Ovvero, il comune dovrà chiudere i cordoni della borsa mentre la società partecipata potrà continuare ad assumere personale senza troppi pensieri.
Siamo proprio sicuri che quanto appena affermato sia corretto? Dal punto di vista letterale non possono sorgere dubbi: le disposizioni in commento sono contenute nell'articolo 76 del Dl 112/2008 che detta norme per gli enti locali e le camere di commercio. Quando il comma 7 vieta agli "enti" non virtuosi di procedere ad assunzioni, si riferisce certamente alle amministrazioni locali e non anche alle società partecipate. Dal punto di vista sistematico le conclusioni possono essere le stesse?
La risposta non è sicuramente agevole in quanto passa necessariamente dalla definizione di pubblica amministrazione a cui si fa riferimento. Non si può negare che il Dlgs 165/2001 si limiti a una elencazione soggettiva che non può comprendere le società.
Peraltro, sia la normativa europea che quella nazionale in tema di appalti hanno abbracciato un'accezione meno formale, comprendendo anche il mondo delle partecipate. L'ambiguità della normativa vigente, che serenamente può limitare la sanzione al comune holding, agevola comportamenti non propriamente virtuosi.
Infine, non si può dimenticare che sul consolidamento della spesa le Corte dei conti si erano spinte in avanti anche senza scomodare scivolose definizioni di pubblica amministrazione.
Se accogliamo la tesi che circoscrive la sanzione all'ente locale, quali possibilità avrà il comune che si scopre non virtuoso per colpa della partecipata? Con ogni probabilità cercherà di delegare funzioni e servizi alla società, operazione che senza troppi sforzi può essere effettuata eludendo l'obbligo di trasferire anche il relativo personale che, al contrario, può essere destinato nei rimanenti ambiti non esternalizzabili. Sarà la società partecipata ad effettuare le assunzioni necessarie.
Ulteriore problema. Da quando decorrono le nuove modalità di calcolo e gli effetti sanzionatori? La norma entra in vigore immediatamente e non prevede alcun regime transitorio. Gli enti devono tempestivamente riverificare il rispetto del parametro del 40%. In caso di amare sorprese ci si deve interrogare sulla possibilità di proseguire sulle politiche del personale contenute nel piano delle assunzioni. Il tema non è nuovo.
Già il Dl 78/2010 aveva cambiato le regole del gioco in corso d'anno determinando interventi interpretativi non sempre univoci. Facendo riferimento agli orientamenti della Corti dei conti la sanzione va applicata immediatamente con la conseguente sospensione delle assunzioni. Il superamento del limite comporta anche il divieto di inserire risorse variabili nel fondo per la contrattazione decentrata.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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