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NOVITÀ NORMATIVE

DAL 30 OTTOBRE ATTI ON-LINE PER IMPRESE E CITTADINI.

Sul sito internet degli enti pubblici si devono trovare tutte le informazioni sui procedimenti amministrativi. Il cittadino e l'impresa devono poter conoscere, con un click, la documentazione necessaria per il disbrigo di una pratica. Altrimenti l'istanza non può essere bocciata e il funzionario pubblico rischia un pezzo del proprio stipendio. Lo scopo dichiarato dal decreto sviluppo è di ridurre gli oneri informativi a carico dei cittadini e delle imprese, e rafforzare la trasparenza dell'azione amministrativa, anche con disposizioni ad hoc per lo sportello unico delle imprese e ritiro certificati medici.
Entro il 30 ottobre 2011, dunque, le pubbliche amministrazioni hanno l'obbligo di pubblicare sui propri siti istituzionali, per ciascun procedimento amministrativo ad istanza di parte, l'elenco degli atti e documenti che l'interessato ha l'onere di produrre a corredo dell'istanza.
L'obbligo non c'è, però, per quegli allegati previsti da norme di legge o regolamento pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Ma, aggiungiamo, nulla toglie che per completezza e trasparenza le amministrazioni riepiloghino tutti gli atti e documenti necessari per una pratica, sia quelli indicati sulla G.U. sia gli altri.
Una disposizione di questo tipo è, però, già scritta nel Codice dell'amministrazione digitale.
Secondo il Cad, sul sito delle pubbliche amministrazioni si deve trovare, tra le altre cose, l'organigramma degli uffici, i nomi dei dirigenti responsabili, l'elenco dei procedimenti e il termine per la conclusione di ciascun procedimento; l'elenco completo delle caselle di posta elettronica istituzionali, l'elenco dei bandi di gara e dei concorso e i servizi disponibili in rete.
Inoltre l'art. 57 del Cad già prescrive alle pubbliche amministrazioni di rendere disponibili per via telematica l'elenco della documentazione richiesta per i singoli procedimenti, i moduli e i formulari validi ad ogni effetto di legge, le dichiarazioni sostitutive. Si tratta, però, di una norma che non fissa un termine netto per l'avvenuto adeguamento di tutte le pubbliche amministrazioni.
Quindi il decreto sviluppo riprende la prescrizione del Cad, fissa un termine per l'adeguamento (30 ottobre 2011) e soprattutto articola in maniera più rigorosa le conseguenze nel caso di inadempienza degli enti pubblici.
Innanzi tutto in caso di inadempimento dell'obbligo di pubblicazione, l'istanza del cittadino non può essere rigettata per mancata presentazione di documenti: si deve, invece, assegnare un termine per integrare la domanda con la documentazione necessaria. Se invece non si assegna il termine e si passa direttamente al rigetto, allora il provvedimento di diniego è nullo.
Inoltre il mancato adempimento dell'obbligo di pubblicazione sul sito istituzionale è valutato anche ai fini dell'attribuzione della retribuzione di risultato dei dirigenti responsabili (mentre nel Cad ci si limita a una più generica incidenza sulla valutazione della performance).
Una disciplina particolare riguarda la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) nei procedimenti ad istanza di parte necessari all'esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale: la mancata pubblicazione sul sito dell'amministrazione dell'elenco dei documenti a corredo della domanda legittima l'interessato ad iniziare l'attività; se interviene, l'amministrazione deve prima chiedere l'integrazione documentale e solo dopo (se continuano a mancare i documenti) può adottare il diniego di prosecuzione dell'attività.
Altro obbligo di pubblicazione ha per oggetto l'elenco degli oneri informativi a carico dei cittadini e delle imprese, introdotti o eliminati da regolamenti ministeriali e provvedimenti amministrativi generali sulla disciplina di autorizzazioni, concessioni, certificazioni o all'accesso ai servizi pubblici o alla concessione di benefici.
In sostanza se l'amministrazione centrale, regionale o locale istituisce o modifica un procedimento amministrativo deve dichiarare se impone o elimina oneri burocratici agli interessati. E se manca la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei documenti che individuano gli atti o i documenti che devono essere allegati a corredo di un'istanza all'amministrazione, gli stessi debbono risultare pubblicati nel sito istituzionale di ciascuna amministrazione.
FONTE: ITALIA OGGI

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