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NOVITÀ NORMATIVE

EMENDAMENTI ALLA MANOVRA: GESTIONI ASSOCIATE PER I PICCOLI COMUNI.

Due «funzioni fondamentali» da gestire in forma associata entro fine anno, altre due entro il 2012 e le ultime due nel 2013. Negli emendamenti del relatore alla manovra rispunta l'accelerazione sull'unione delle forze nei Comuni fino a 5mila abitanti, che sono quasi 5.700 e rappresentano il 70% dei municipi italiani.
La regola, in realtà, non è un inedito, ma serve ad attuare la razionalizzazione scritta nella manovra dell'anno scorso: per passare dalle parole ai fatti, l'emendamento riprende parola per parola il Dpcm attuativo che era arrivato alle porte della Conferenza unificata per la condivisione con gli amministratori locali, ma era stato da questi bocciato preventivamente ed era stato poi travolto dallo stop alle riunioni dei tavoli che hanno preceduto la manovra.
L'obiettivo è chiaro: per razionalizzare gli sforzi ed evitare la dispersione di energie fra migliaia di piccoli Comuni confinanti che fanno le stesse cose ognuno con la propria struttura, la manovra 2010 aveva introdotto l'obbligatorietà delle gestioni associate, dopo anni in cui il volontarismo sul tema aveva prodotto risultati meno brillanti del previsto. L'attuazione, però, rimane una partita aperta anche perché il testo del Dpcm, che ora la manovra ripropone in modo fedele, sembra prefigurare più di un problema.
Le «funzioni fondamentali» da associare, prima di tutto, sono quelle indicate dalla legge delega sul federalismo fiscale (la legge 42/2009), e sono le stesse oggetto della rilevazione sui fabbisogni standard: amministrazione generale (ma solo per il 70% della spesa), Polizia municipale, istruzione (asili nido e mense), viabilità e trasporti, gestione del territorio e settore sociale. L'elenco offerto dalla legge sul federalismo, però, è «provvisorio», e il Codice delle Autonomie, ancora in discussione in Parlamento, prevede un elenco di competenze diverso.
La regola, poi, fissa il calendario progressivo per le "alleanze" tra i piccoli enti, ma non specifica quali funzioni associare prima e quali rimandare a un secondo momento, con il probabile risultato di una geografia di unioni incoerenti e a macchia di leopardo. Il diavolo, però, si nasconde nei dettagli.
L'idea iniziale era quella di creare associazioni di almeno 5mila abitanti, ma la soglia si intende raggiunta anche quando l'alleanza raggruppa il quadruplo degli abitanti del più piccolo fra i Comuni interessati. Le associazioni, in pratica, potranno fermarsi anche molto sotto il livello di 5mila abitanti: sarà sufficiente coinvolgere uno dei quasi mille comuni che contano meno di 500 residenti.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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