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NOVITÀ NORMATIVE

FISCO RISARCITO SE IL MESSO E' LENTO

Comune responsabile verso l'amministrazione finanziaria per i ritardi dei messi nella notificazione delle imposte. Infatti l'ente locale deve i danni al fisco con il quale instaura, in questi casi, un rapporto diretto.
Infatti, hanno precisato le Sezioni unite civili della Cassazione con la sentenza n. 1627 del 27 gennaio 2010, prevedere una responsabilità diretta dei messi notificatori sarebbe impossibile dal momento che non si sa neppure "quali siano preposti a quel compito" e quanti ma soprattutto se sono "sufficienti per far fronte ai compiti istituzionali".
In proposito si legge in sentenza che "in tema di notifica degli avvisi di accertamento tributario, qualora l'Amministrazione finanziaria, avvalendosi della facoltà di cui all'art. 60 del d.P.R. n. 600 del 1973, faccia richiesta al comune di provvedere all'incombente a mezzo di messi comunali, si instaura, tra amministrazione ed ente locale, un rapporto di preposizione gestoria che deve essere qualificato come mandato «ex lege», la cui violazione costituisce, se del caso, fonte di responsabilità esclusiva a carico del comune, non essendo ravvisabile l'instaurazione di un rapporto di servizio diretto tra l'amministrazione finanziaria e i messi comunali, che operano alle esclusive dipendenze dell'ente territoriale".
Le motivazioni sono interessanti anche per un altro aspetto. I giudici si soffermano infatti sulla quantificazione del danno che deve corrispondere, hanno affermato, a quanto il fisco avrebbe incassato se la notificazione fosse stata fatta in tempi utili per la riscossione. "In caso di responsabilità del comune - hanno messo nero su bianco gli Ermellini - nei confronti dell'amministrazione finanziaria dello Stato per tardiva notificazione di un avviso di accertamento tributario, l'esistenza e l'ammontare del danno devono ritenersi in via presuntiva commisurati all'entità della pretesa fiscale dalla quale l'amministrazione è decaduta, salvo che l'autore del danno non deduca e dimostri l'infondatezza della pretesa fiscale, ovvero la ricorrenza di impedimenti insuperabili ad un esercizio utile della stessa".
Una vicenda finita male per il comune di Garda che aveva ricevuto dall'amministrazione finanziaria l'incarico di riscuotere alcuni tributi. I messi notificatori avevano tardato e il fisco aveva perso il diritto a vedersi pagare le imposte. Così aveva fatto causa all'ente locale ottenendo il risarcimento. Ora la Suprema corte ha reso definitiva la decisione della Corte d'Appello di Venezia.
FONTE:ITALIA OGGI

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