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NOVITÀ NORMATIVE

NOVITA' SU PREMI E SANZIONI AGLI ENTI.

Sarà la Corte dei conti l'arbitro del destino dei sindaci e dei presidenti di provincia che abbiano portato al dissesto le proprie amministrazioni. Il decreto legislativo su premi e sanzioni (ultimo provvedimento attuativo della legge delega sul federalismo fiscale), approvato ieri in via definitiva dal consiglio dei ministri, chiama in causa esclusivamente i magistrati contabili a cui assegna il compito di accertare le responsabilità degli amministratori che porteranno poi, come conseguenza necessaria, alla loro incandidabilità per dieci anni.
Chi sarà infatti riconosciuto responsabile, anche solo in primo grado, di danni cagionati con dolo o colpa grave da cui sia derivato il dissesto dell'ente non potrà ricandidarsi per 10 anni alla carica di sindaco, presidente provinciale e regionale, assessore o consigliere in qualsiasi ente. E anche la poltrona di parlamentare diventerà una chimera.
La Corte dovrà giudicare sulla procedura di dissesto che scatterà una volta decorso inutilmente il termine di 30 giorni assegnato all'ente per correggere i conti. A quel punto il prefetto assegnerà al consiglio un termine di 20 giorni per deliberare il dissesto. E se anche questa volta il sindaco resterà con le mani in mano verrà nominato un commissario per deliberare lo stato di dissesto e avviare lo scioglimento dell'ente.
Relazione di fine mandato. Ma non si tratta dell'unico boccone amaro ingoiato dagli enti locali, non a caso tutti uniti in un coro di critiche che il ministro della semplificazione Roberto Calderoli ha dichiarato di aver abbondantemente messo in conto («non si può chiedere all'oste se il suo vino è buono o agli automobilisti se siano contenti di essere multati, tuttavia siamo e restiamo convinti che si tratti di un decreto molto equilibrato e comunque assolutamente necessario»).
Al pari dei governatori anche i sindaci e i presidenti di provincia non potranno sfuggire all'obbligo di redigere la relazione di fine mandato. Questa sorta di testamento contabile di fine legislatura dovrà essere sottoscritto al massimo 90 giorni prima della scadenza del mandato e certificato dall'organo di revisione dell'ente. Dopodiché andrà trasmesso al Tavolo tecnico interistituzionale istituito presso la Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica e composto da rappresentanti ministeriali e degli enti locali.
Il Tavolo verificherà la corrispondenza dei dati indicati nella relazione con quelli in suo possesso. La relazione dovrà fare luce: sull'esito dei controlli interni, sul rispetto dei saldi di finanza pubblica e la convergenza verso i fabbisogni standard, sulla situazione finanziaria e patrimoniale e sull'entità dell'indebitamento. Entro 90 giorni dall'entrata in vigore del dlgs il Viminale dovrà mettere a punto uno schema tipo di relazione di fine mandato, prevedendo anche una forma semplificata dello stesso per i piccoli comuni.
Mancato rispetto del Patto. La terza novità contenuta nel decreto riguarda il mancato rispetto del patto di stabilità. Che verrà punito con la riduzione del fondo di riequilibrio prima e del fondo perequativo quando il federalismo fiscale andrà a regime. La decurtazione sarà pari alla differenza tra il risultato registrato e l'obiettivo programmatico e in ogni caso non potrà superare il 5% delle entrate correnti registrate nell'ultimo bilancio consuntivo.
Le sanzioni però non si fermeranno qui. Perché gli enti che sforeranno il Patto non potranno spendere più della media degli impegni effettuati nell'ultimo triennio, non potranno ricorrere all'indebitamento per gli investimenti, non potranno assumere personale a qualsiasi titolo e dovranno ridurre del 30% le indennità di funzione e i gettoni di presenza degli amministratori locali.
Contrasto all'evasione fiscale. Un'altra novità introdotta dal decreto riguarda la partecipazione delle province alla lotta all'evasione fiscale. Agli enti intermedi andrà il 50% dei tributi statali (ancora da individuare) riscossi a titolo definitivo grazie alle segnalazioni inviate all'Agenzia delle entrate e alla Guardia di finanza.
Interventi a favore delle imprese creditrici della p.a. Per attenuare lo stato di sofferenza in cui versano le imprese creditrici delle pubbliche amministrazioni, il dlgs istituisce un tavolo tecnico (tra Mef, Abi, regioni ed enti locali) per sopperire alla crisi di liquidità delle imprese e valutare forme di compensazione all'interno del patto di stabilità regionale e agevolare la cessione dei crediti certi, liquidi ed esigibili maturati dalle imprese nei confronti della p.a. Infine, verranno anche definiti i casi in cui poter considerare le locazioni finanziarie, stipulate dall'ente per la realizzazione e il successivo utilizzo di un immobile, non elusive delle regole del patto di stabilità.
Città metropolitane. Il consiglio dei ministri di ieri ha anche approvato il regolamento per l'indizione e lo svolgimento dei referendum sulla costituzione delle città metropolitane.
FONTE: ITALIA OGGI

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