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NOVITÀ NORMATIVE

REGOLE CERTE SULLA LOTTA AL'EVASIONE.

Pronti i criteri per poter determinare le somme relative al 33% da destinare ai comuni che hanno partecipato alla lotta all'evasione fiscale e contributiva. Sulla Gazzetta Ufficiale dell'1 agosto scorso, infatti, è stato pubblicato il decreto Mineconomia 15.7.2011, firmato dal direttore generale delle Finanze, Fabrizia Lapecorella e dal ragioniere generale dello stato, Mario Canzio, recante la specifica dei criteri da seguire per poter erogare alle amministrazioni locali che hanno partecipato all'accertamento fiscale e contributivo, il 33% delle maggiori somme, a titolo di imposta e sanzioni riscosse a titolo definitivo, così come prevede l'articolo 1, comma 1 del dl n. 203/2005.
Una disposizione che è stata di recente modificata per effetto dell'art. 2, comma 10, lettera b), del dlgs 14 marzo 2011, n. 23 che ha previdi detta quota dal 33 al 50%. Per il 2011, quindi ai comuni andrà il 33% delle maggiori somme definitivamente riscosse e relative alle imposte sul reddito delle persone fisiche, delle società, sul valore aggiunto, di registro, ipotecaria, catastale e i tributi speciali catastali. Il tutto comprensivo anche degli interessi e sanzioni, ivi incluse le sanzioni civili applicate sui maggiori contributi previdenziali e assistenziali riscossi a titolo definitivo.
L'elenco dei criteri di erogazione delle maggiori somme viene suddiviso in relazione all'appartenenza dei comuni alle regioni a statuto ordinario (Rso) o speciale (ovvero alle Province autonome di Trento e Bolzano). Se per la maggior parte delle imposte, il criterio per i comuni delle Rso prevede l'erogazione dell'importo netto con il 33% del riscosso a titolo definitivo, per i comuni delle regioni a statuto speciale, l'importo netto corrisponde al 33% del predetto riscosso che dovrà essere applicato sulla quota di gettito di competenza erariale, tranne il caso delle sanzioni civili sui maggiori contributi previdenziali ed assistenziali, il cui 33% è, in ogni caso, corrisposto sul 33% del riscosso a titolo definitivo. Solo i maggiori incassi da Iva necessitano di una precisazione.
La tabella allegata al dm, infatti, prevede che dal 33% si detrae una quota corrispondente al rapporto tra quanto pagato in conto competenza a titolo di risorse proprie Iva (capitolo 2751 del bilancio dello stato) e il riscosso in conto competenza del capitolo 1203, al netto delle somme utilizzate per i rimborsi e le compensazioni.
FONTE: ITALIA OGGI

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