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NOVITÀ NORMATIVE

ENTI LOCALI E FONDI DI INVESTIMENTO IMMOBILIARI.

Uno o più fondi di investimento per poter partecipare in fondi d'investimento immobiliari chiusi promossi da regioni, province e comuni anche in modo consorziato e da società partecipate di enti locali. A istituirli sarà una società di gestione del risparmio con capitale sociale di euro 2 milioni per il 2012. Lo prevede la legge n.111 del 15 luglio 2011 (articolo 33, comma 1) affidandone la costituzione al ministero dell'economia e finanze. Lo scopo è la valorizzazione o la dismissione del proprio patrimonio immobiliare locale disponibile e il capitale è detenuto interamente dal ministero.
I fondi istituiti dalla società di gestione del risparmio partecipano a quelli costituiti di cui al comma 2 mediante la sottoscrizione di quote da questi ultimi offerte su base competitiva a investitori qualificati allo scopo di conseguire quella liquidità necessaria per il realizzo degli interventi di valorizzazione.
I fondi istituiti dalla società di gestione del risparmio investono direttamente allo scopo di acquisire immobili tuttora in locazione passiva alle pubbliche amministrazioni e con successivo decreto del Mineconomia è possibile stabilire modalità attuative della partecipazione del predetto fondo a fondi titolari di diritti di concessione o d'uso su beni indisponibili e demaniali che prevedano la possibilità di affittare totalmente o parzialmente il bene oggetto della concessione.
Da notare la portata innovativa del comma 2: i fondi comuni di investimento immobiliare, comprensivi anche delle partecipazioni di società interamente possedute da enti locali, possono ricevere, in cambio dell'emissione di quote del fondo stesso, beni immobili e diritti mediate le procedure indicate nell'articolo 58 della legge 133/2008. Questi apporti devono pervenire sulla base di progetti di utilizzo o di valorizzazione approvati con delibera di giunta dell'ente locale e previa procedura di selezione della società di gestione del risparmio tramite modalità di evidenza pubblica.
Anche i privati possono presentare proposte di valorizzazione e nel caso di beni individuati secondo il comma 3 dell'articolo 3 del dlgs n. 85/2010, la domanda relativa prevista può essere motivata dal trasferimento dei beni ai fondi di cui al presente comma.
Nel comma 3 viene specificato che l'investimento nel fondo (comma 1) è compatibile con le disposizioni vigenti in materia di copertura di riserve tecniche delle compagnie di assicurazioni. Il 20% del piano d'impiego dei fondi disponibili previsto dall'art. 65 della legge 153/69, per gli enti pubblici, e per gli anni 2012, 2013 e 2014 viene destinato alla sottoscrizione delle quote di questi fondi. Anche la Cassa depositi e prestiti può partecipare ai fondi del comma 1.
Viene evidenziato nel comma 4 che la procedura relativa alla destinazione dei beni oggetto di conferimento ai fondi è quella relativa all'art. 34 del dlgs 267/2000 e tale procedimento deve essere espletato entro 180 giorni dalla data della delibera di costituzione dei fondi secondo il comma 2. La stessa procedura è utilizzata per la regolarizzazione edilizia e urbanistica degli immobili conferiti.
L'apporto ai fondi è condizionato all'espletamento delle procedure relative alla valorizzazione e regolarizzazione e, finché la valorizzazione dei beni trasferiti al fondo non è completata, gli enti che apportano ex comma 1 non possono vendere la maggioranza delle quote del fondo. Il comma 5 espone che per gli immobili sottoposti a tutela ex dlgs 42/2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio) viene applicata la normativa degli art. 12 e 112 del dlgs citato unitamente all'art. 5, comma 5, del dlgs 85/2010, ossia attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio in attuazione dell'art. 19 della legge 42/2009.
L'articolo 58 della legge 133/2008 viene richiamato dal comma 6 poiché in caso di conferimenti a fondi di investimento immobiliare dei beni inseriti nell'elenco di cui al comma 1, la destinazione prevista dal piano delle alienazioni e delle valorizzazioni può essere conseguita mediante la procedura ex art. 34 del dlgs 267/2000, entro 180 giorni dall'apporto o cessione, a pena della retrocessione del bene all'ente locale.
Gli ultimi due commi sanciscono che per gli apporti effettuati si applicano le agevolazioni ex comma 10 e 11 dell'art. 11 bis della legge 86/94, oltre che art. 1, 3 e 4 del dl 351/2001 convertito in legge 410/2001.
Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge 111/2011 la società Patrimonio dello Stato spa viene sciolta e messa in liquidazione regolare.
FONTE: ITALIA OGGI

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