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NOVITÀ NORMATIVE

CORTE DEI CONTI: MULTE CON INCASSI MIRATI.

I proventi delle multe stradali non possono essere utilizzati semplicemente per incentivare ordinariamente il personale della polizia municipale, mentre è corretto il loro impiego per il potenziamento programmato del servizio di vigilanza urbana. Lo ha ribadito la Corte dei conti, sez. Emilia Romagna, con la deliberazione n. 22 del 17 giugno 2011.
Fatta la legge trovato l'inganno, ovvero limitata di fatto l'applicazione dell'interessante riforma dell'art. 208 del codice stradale introdotta appena un anno fa con la legge 120/2010. Il nuovo comma 5-bis dell'art. 208 del codice della strada ha infatti formalmente sdoganato il finanziamento dei progetti di miglioramento dei servizi di polizia locale, una pratica molto utilizzata dagli enti locali ma sempre a rischio censura di irregolarità contabile. In pratica, in deroga a tutte le particolari disposizioni vigenti in materia, sembrava subito possibile finanziare il salario accessorio dei vigili con parte dei proventi delle multe accertate dal comando.
Ammessa letteralmente questa possibilità occorreva però individuare le modalità applicative più idonee ovvero incrementare il fondo di produttività, quello dello straordinario o quello per il potenziamento del servizio. L'orientamento giurisprudenziale prevalente si è subito orientato verso quest'ultima soluzione. Anche a parere della Corte dei conti Emilia Romagna, infatti, è compatibile con la vigente normativa la destinazione dei proventi delle multe «a copertura dei maggiori oneri del trattamento economico accessorio del personale da impiegare nelle nuove attività ai sensi dell'art. 15, comma 5, del Ccnl 1° aprile 1999, nel rispetto dei vincoli e prescrizioni dettati da tale ultima norma». In pratica di anno in anno un comune può individuare risorse da destinare ai progetti di miglioramento del servizio, compatibilmente con gli equilibri finanziari dell'ente.
L'aumento del fondo di produttività secondo questa nuova modalità è inoltre chiaramente correlato al necessario rispetto del patto di stabilità. Attenzione anche al tetto di spesa del personale ed ai vincoli introdotti in materia dal dl 78/2010. Sul punto i giudici contabili dell'Emilia Romagna non si sono però espressi lasciando nel dubbio gli operatori alle prese con due interpretazioni antagoniste espresse dai colleghi giudici della Corte dei conti del Piemonte e della Liguria.
FONTE: ITALIA OGGI

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