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NOVITÀ NORMATIVE

FEDERALISMO A RISCHIO CON L'ANTICIPO DEGLI OBIETTIVI.

L'anticipo al 2013 del pareggio di bilancio presenta il conto anche agli enti locali, comuni in testa. I sindaci, già chiamati a garantire dalla manovra correttiva 2010 (dl 78/2010) 1,5 miliardi nel 2011 e 2,5 a decorrere dal 2012, dovranno spalmare nel triennio il contributo di 3,5 miliardi originariamente previsto dalla manovra correttiva (dl 98/2011) per il 2013. In modo da assicurare il raggiungimento dell'obiettivo di 4,5 miliardi, previsto per il 2014, e che ora va centrato con un anno di anticipo.
Stesso discorso per le regioni che dovranno contribuire al risanamento dei conti pubblici per 6,1 miliardi già nel 2013 (invece che nel 2014). Con la conseguenza che il sacrificio di 5,3 miliardi originariamente previsto per il 2013 dovrà in qualche modo essere recuperato tra quest'anno e l'anno prossimo. Qualunque sia la forma in cui l'anticipo della manovra al 2013 declinerà i sacrifici imposti ai governatori da Tremonti, un effetto sarà certo: il federalismo fiscale regionale rischia di essere senza copertura.
Perché a questo punto sarà molto difficile, se non impossibile, tener fede alla clausola di salvaguardia inserita nel decreto sul fisco regionale (dlgs n.68/2011) che prevedeva una sterilizzazione dei tagli del dl 78 a decorrere dal 2012.
«A questo punto tutto il federalismo fiscale delle regioni non regge più», osserva Francesco Boccia, deputato Pd e relatore in Bicamerale del dlgs. E anche i comuni non hanno di che stare allegri. Perché anche a loro era stata promessa una analoga clausola di salvaguardia per mettere al riparo il federalismo dai tagli del 2010. Ma fino ad ora era rimasta solo una intenzione. E tale resterà.
FONTE: ITALIA OGGI

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