PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

IL GARANTE DELLA PRIVACY DETTA LE ISTRUZIONI PER I PORTALI DELLA PP.AA.

Conservazione temporanea dei dati di navigazione sui siti della p.a. e divieto di indicizzazione degli indirizzi mail istituzionali. Sono le prescrizioni più importanti relative ai siti web delle pubbliche amministrazioni fornite, con il parere n. 282 del 7 luglio 2011, dal Garante della privacy al dipartimento della funzione pubblica. Il Garante stesso è intervenuto con proprie linee guida del 2 marzo 2011, sul «trattamento di dati personali contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato anche da soggetti pubblici per finalità di pubblicazione e diffusione sul web»: le prescrizioni del Garante tuttavia sono specifiche alle modalità di pubblicazione online di dati personali da parte di soggetti pubblici, mentre quelle della funzione pubblica riguardano in generale i siti web.
Ma vediamo nel dettaglio i contenuti del parere del Garante.
Il dipartimento della funzione pubblica della presidenza del consiglio dei ministri ha richiesto il parere del Garante sulla bozza di «linee guida dei siti web delle pubbliche amministrazioni del ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione».
Il primo punto sul quale interviene il Garante è la policy dei siti web istituzionali, con particolare riferimento ai dati di navigazione, ai dati forniti volontariamente dall'utente e ai cookies.
I dati di navigazione potrebbero consentire l'identificazione degli utenti, ad esempio registrando indirizzi Ip o nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti. La bozza di linee guida già limita l'utilizzo di questi dati solo per elaborare statistiche anonime e ne dispone la cancellazione immediata dopo l'elaborazione. Il Garante aggiunge l'invito agli enti pubblici di fissare termini precisi di conservazione dei dati di navigazione, scaduti i quali gli stessi dati devono essere cancellati o resi anonimi.
Il parere si sofferma, poi, sui dati forniti volontariamente dall'utente: ad esempio può trattarsi dell'indirizzo di posta elettronica per rispondere a eventuali richieste, nonché degli ulteriori dati personali eventualmente contenuti nella comunicazione.
Ma può trattarsi anche di dati sensibili o giudiziari, certo forniti spontaneamente nel messaggio di posta elettronica. A questo proposito il Garante suggerisce di rendere esplicita l'informativa dovuta ai sensi dell'articolo 13 del codice della privacy: sul sito si dovrà rendere chiaro all'utente la possibilità che, nei casi e nei limiti di cui agli articoli 20, 21 e 22 del Codice della privacy, potranno essere trattati i dati sensibili o giudiziari eventualmente da lui stesso volontariamente forniti nel corpo del messaggio.
Altro approfondimento riguarda i cookies e cioè le stringhe di testo inviate dal sito internet visitato al computer dell'utente e poi inviati dall'utente al sito ogni volta che si connette. Può trattarsi di cookies usati per memorizzare gli accessi e renderli più veloci e agili. I cookies pongono problemi di privacy perchè tramite gli stessi si può tracciare la navigazione su internet e, quindi, spiare chi si connette. Molto spesso l'utente nemmeno sa di avere ricevuto i cookies, essendo, quindi, soggetto passivo e inconsapevole di un trattamento di dati.
La bozza di linee guida vieta l'uso di cookies persistenti di alcun tipo, tranne quelli utilizzati per soli fini di acquisizione di dati statistici di accesso al sito, per mantenere le preferenze dell'utente riguardo a lingua, layout del sito. Il Garante precisa che l'uso dei cookies persistenti è ammissibile unicamente qualora esso sia necessario alla resa di un servizio che rientri nelle funzioni istituzionali dell'amministrazione.
Altro punto del parere è dedicato alla reperibilità sul web degli indirizzi di posta elettronica istituzionali. La bozza di linee guida prescrive la pubblicazione, nei siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni, dell'elenco delle caselle di posta elettronica attive. Il Garante si preoccupa del fatto che questo elenco sia utilizzato al fine di inviare, alle caselle di posta elettronica del personale o degli uffici, messaggi per finalità estranee alle funzioni istituzionali dell'ente (ad esempio messaggi commerciali).
Per scongiurare tutto ciò, secondo il parere del Garante, è opportuno precisare che l'elenco degli indirizzi di posta elettronica istituzionali deve essere sottratto all'indicizzazione da parte di motori di ricerca generalisti. Inoltre nella sezione si deve riportare un avviso che espliciti tale limitazioni d'uso.
FONTE: ITALIA OGGI

SCADENZIARIO

<ottobre 2017>
lunmarmergiovensabdom
2526272829301
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
303112345
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio