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NOVITÀ NORMATIVE

RINVIATE LE FASCE DI MERITO, RIMANE LA VALUTAZIONE.

Il rinvio dell'entrata in vigore delle fasce di merito non esonera gli enti locali dall'obbligo di adottare il sistema di valutazione, il ciclo di gestione delle performance ed i documenti di programmazione per come previsto dalla legge Brunetta. Anzi, questa esigenza è ulteriormente rafforzata dalla scelta per cui la salvaguardia dei contratti decentrati sottoscritti prima del novembre 2009 non si applica a questa materia, in quanto è rimessa al potere regolamentare Possono essere così riassunte le principali disposizioni contenute nel dlgs n. 141/2011, cd correttivo del dlgs n. 150/2009, che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 194 di lunedì 22 agosto, a circa un mese dalla approvazione da parte del consiglio dei ministri. Il provvedimento aumenta al 18% il numero dei dirigenti a tempo determinato che gli enti locali cosiddetti virtuosi possono assumere per coprire posti vacanti in dotazione organica, mentre la legge Brunetta aveva stabilito che il tetto massimo era fissato allo 8%, sia per lo stato che per tutte le altre p.a.
L'obbligo di istituire le fasce di merito, recependo le indicazioni dettate per le sole amministrazioni statali dall'accordo governo-sindacati (tranne la Cgil) dello scorso febbraio, viene rinviato all'entrata in vigore dei nuovi contratti nazionali, cioè ad oggi ad un termine indefinito. Peraltro questo rinvio non si applica in toto perché, per potere ripartire tra il personale fino alla metà dei risparmi che le amministrazioni conseguono sfruttando la possibilità offerta dall'articolo 16 del dl n. 98/2011, occorre utilizzare le fasce di merito. Altra importante novità è costituita dall'ampliamento del numero di p.a. che sono esentate dalla istituzione delle fasce: sulla base del testo del dlgs n. 150/2009 esso era fissato in quelle con un numero di dirigenti non inferiori a 5 e/o con un numero di dipendenti non inferiore a 8; sulla base del nuovo testo viene portata ad un numero non inferiore a 15 dipendenti, cioè il vincolo scatta dal sedicesimo in poi. Ma la stessa disposizione impegna comunque le amministrazioni escluse a differenziare il trattamento accessorio collegato alla performance, riservandone comunque la parte prevalente ad una quota limitata. Cioè rimane l'obbligo della differenziazione, ma le piccole amministrazioni lo applicheranno in modo flessibile.
Il rinvio delle fasce non determina analoghi effetti sulle disposizioni che impongono alle amministrazioni di darsi una nuova metodologia di valutazione, di utilizzare il ciclo di gestione delle performance, di assegnare obiettivi in linea con le caratteristiche dettate dalla disposizione e di adottare documenti di programmazione coerenti con le finalità perseguite dalla legge Brunetta. Anzi, questi vincoli sono rafforzati dal chiarimento contenuto nel decreto correttivo, che limita fortemente i rinvii ai nuovi contratti nazionali (che valgono solo per le nuove regole dettate per la contrattazione collettiva) e che assegna ai regolamenti degli enti la competenza a decidere sulla valutazione, competenza che per esplicita indicazione del decreto correttivo prevale sulle eventuali norma contrarie dettate dai contratti decentrati.
L'ampliamento del tetto dei dirigenti a tempo determinato e negli enti che ne sono sprovvisti dei responsabili che gli enti possono assumere per la copertura di posti vacanti in dotazione organica, cioè l'articolo 110 comma 1 del dlgs n. 267/2000, viene limitato ai comuni ed alle province virtuosi e non viene allargato alle regioni. La scelta legislativa solleva un problema applicativo fino al prossimo anno, in quanto le tabelle per la individuazione delle amministrazioni virtuose non saranno pronte prima di tale data, visto che il dl n. 138/2011 ne ha anticipato l'entrata in vigore che, in precedenza, era invece fissata al 2013. Il problema è in parte risolto dalla sanatoria contenuta nel dlgs 141 delle illegittimità commesse finora dalle amministrazioni locali che hanno assunto un numero di dirigenti a tempo determinato maggiore dello 8%.
FONTE: ITALIA OGGI

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