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NOVITÀ NORMATIVE

MANOVRA ESTIVA: AFFIDAMENTI IN-HOUSE CON TETTO A 900 MILA EURO ANNUI.

L'attesa per la riforma dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, all'indomani del referendum abrogativo del 12 e 13 giugno, è rimasta delusa dalla manovra correttiva di Ferragosto. Il capitolo dei servizi pubblici locali interviene sul tema delle liberalizzazioni riproponendo gran parte delle disposizioni dell'articolo 23 bis del Dl 112/2008 (e del relativo regolamento attuativo) abrogate, dal 20 luglio, con il Dpr 113/2011 di recepimento dei risultati referendari.
Balza all'occhio lo spostamento del servizio idrico integrato nella lista dei settori esclusi, in cui erano già presenti la distribuzione di gas naturale, di energia elettrica, il trasporto ferroviario regionale e le farmacie.
Dopo l'ampia portata del referendum, che ha riguardato le forme di gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica in generale e non solo l'acqua (messa al centro della campagna referendaria), ci si attendeva un intervento modificativo incisivo rispetto alla precedente regolamentazione.
Limiti e verifiche
L'articolo 4 del Dl 138/2011 ora richiede agli enti locali di verificare la realizzabilità di una gestione concorrenziale dei servizi pubblici economici e privatizzare le attività, compatibilmente con le caratteristiche di universalità e accessibilità del servizio, limitando i servizi da concedere in esclusiva alle ipotesi in cui, in base ad una analisi di mercato, la libera iniziativa economica privata non risulti idonea a garantire un servizio rispondente ai bisogni della comunità. Le verifiche devono approdare in una delibera quadro, che deve dimostrare l'istruttoria compiuta ed evidenziare i settori sottratti alla liberalizzazione, il fallimento del sistema concorrenziale e, dall'altro lato, i benefici per lo sviluppo e l'equità della comunità locale derivanti dal mantenimento di un regime di esclusiva del servizio.
La delibera, da approvare entro il 12 agosto 2012 (e poi periodicamente secondo gli ordinamenti locali e, in ogni caso, prima di procedere al conferimento e al rinnovo della gestione dei servizi), va pubblicizzata e inviata all'Autorità garante della concorrenza e del mercato ai fini della relazione al Parlamento.
Rispetto al quadro precedente, gli affidamenti in house sono ulteriormente ridotti. Questi ultimi, infatti, sono ammessi, in deroga ai principi di gara, solo se il valore economico dell'affidamento non supera i 900mila euro annui e sono consentiti a favore di società a capitale interamente pubblico che rispettino i requisiti comunitari.
Procedure competitive
Il conferimento dei servizi nei casi di diritti di esclusiva deve avvenire mediante procedure competitive ad evidenza pubblica ( prescritti anche i contenuti del bando o della lettera invito). Sono ammesse società miste con socio privato selezionato tramite gara con doppio requisito (qualità di socio, con una quota non inferiore al 40% e con compiti operativi). Le gare devono rispettare, altresì, il trattato europeo, i principi generali dei contratti pubblici e gli standard definiti dalla legge, dalla autorità di settore o dagli enti affidanti.
Le imprese straniere possono partecipare alle gare nel rispetto del principio di reciprocità. È prevista, inoltre, la partecipazione a queste gare delle società a capitale interamente pubblico, nel rispetto dei divieti eventualmente previsti dalla legge (comma 9).
Tale facoltà, però, è subito contrastata dal comma 33, in cui sono disciplinati i divieti per le società affidatarie di servizi per via diretta o senza gara (in Italia o altrove): di acquisire la gestione di servizi ulteriori o in ambiti territoriali diversi; di svolgere servizi o attività per altri enti pubblici o privati, né direttamente, né tramite controllanti o società partecipate, né partecipando a gare.
Il divieto si applica anche alle controllate e alle controllanti e si estende alle patrimoniali e alle miste; mentre sono escluse le quotate e il socio privato di società mista. Unica deroga per le società affidatarie dirette di servizi pubblici è la possibilità di concorrere, su tutto il territorio nazionale, alla prima gara successiva alla cessazione del servizio, avente a oggetto i servizi da esse forniti.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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