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NOVITÀ NORMATIVE

SERVE LA NORMA PER LE SANZIONI TIA

Oltre al rimborso dell'Iva pagata dagli utenti, la sentenza 238/2009 della Corte costituzionale solleva seri problemi per quel che riguarda la gestione della Tia; in attesa di un provvedimento normativo (quanto mai opportuno) che ricollochi l'entrata nell'ambito dei tributi locali, si può ritenere però che la sentenza stessa fornisca alcuni elementi essenziali per gestire il tributo, e che le eventuali lacune possano essere integrate con norma regolamentare ai sensi dell'articolo 52 del Dlgs 446/97.
La sentenza della Corte afferma che la Tia è un tributo locale e che l'ente impositore è il Comune. Viene pertanto confermata la competenza comunale nella predisposizione del regolamento e nella deliberazione delle tariffe. Inoltre le entrate relative alla riscossione, indipendentemente da chi la effettui, debbono essere comunque versate al comune e costituiscono entrate tributarie, mentre la remunerazione del servizio di igiene urbana (compresa l'eventuale gestione e riscossione della tariffa) deve essere versata dal comune al gestore (a seguito di regolare fattura soggetta a Iva) e costituisce un'uscita corrente per il bilancio comunale.
Nel deliberare le tariffe per il 2010 (entro il 30 aprile) il comune dovrà quindi tenere conto del costo del servizio, al lordo dell'Iva, pagato al gestore. La definizione del costo del servizio, della parte fissa e della parte variabile, della quota per le utenze domestiche e per quelle non domestiche, nonché la determinazione della tariffa per ciascuna categoria d'utenza dovrà essere effettuata sulla base del metodo normalizzato di cui al Dpr 158/1999 e del regolamento comunale.
Sull'applicazione e la riscossione della tariffa la sentenza ricorda che, ai sensi dell'articolo 49, commi 9 e 13, del Dlgs 22/1997, tale compito viene affidato al gestore del servizio di igiene urbana. «La normativa della Tia - scrive la Corte - pone un collegamento ex lege tra la gestione del servizio e i poteri di accertamento, con la conseguenza che il solo fatto dell'affidamento a terzi della gestione del servizio comporta la delega a questi dei poteri di accertamento e del potere di stare in giudizio in luogo del comune».
Su accertamento, rimborsi, interessi, versamento minimo, si applica l'articolo 1, commi da 161 a 168, della legge 296/2006. Su termini di pagamento, modalità di riscossione volontaria e coattiva, termini per la presentazione delle denuncia, si deve ricorrere al regolamento della tariffa. La carenza di una norma specifica appare significativa per le sanzioni: se non ci sono problemi per l'omesso o tardivo pagamento, che può essere punito con la sanzione del 30% (articolo 13 del Dlgs 471/1997) per le altre violazioni sarà possibile applicare le sanzioni per violazione delle norme del regolamento comunale, con le sue apposite previsioni, ai sensi dell'articolo 16 della legge 3/2003.
Un altro problema è quello dell'applicazione o meno alla Tia delle addizionali ex Eca. le addizionali erano applicate ai tributi locali «riscuotibili per ruolo» (la Tia lo è), ma l'articolo 3, comma 39, della legge 549/95 ha previsto la devoluzione a favore del comune dei proventi delle addizionali «applicate alla tassa smaltimento rifiuti solidi urbani». Una lettura formale porta quindi ad escluderne l'applicazione alla Tia.

FONTE. IL SOLE 24 ORE

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