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NOVITÀ NORMATIVE

LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE IN SALITA PER I COMUNI.

A giugno del 2011 erano circa 540 i comuni che avevano fatto la convenzione con l'agenzia delle Entrate per le segnalazioni anti-evasione. Un numero ancora ridotto rispetto agli ottomila e più municipi italiani. Con un andamento a macchia di leopardo, perché se ci sono regioni come l'Emilia-Romagna e il Piemonte dove questo tipo di collaborazione ha avuto una maggiore affermazione, in altre realtà la risposta è stata molto minore. Occorrerà ora vedere se la continua erosione dei trasferimenti statali e la promessa di destinare agli enti l'intero gettito delle segnalazioni darà slancio alla collaborazione tra comuni e Stato per la lotta all'evasione.
Il contributo ai comuni, originariamente fissato al 30 per cento, era stato innalzato al 33 dal Dl 78/2010 e ulteriormente al 50 per cento in base al Dlgs 23 del 2011 (decreto sul federalismo fiscale). L'indicazione che dovrebbe emergere dal testo definitivo della manovra è che sarà il 100 per cento del prelievo ottenuto grazie alla segnalazione dei comuni a tornare nelle casse dell'ente.
Dato che l'agenzia delle Entrate, sulla base della segnalazione, attiva tutta la fase successiva di controllo e recupero, la segnalazione dell'ente è premiata in modo più che significativo dall'intera destinazione del gettito. Se però serve a fare scoprire evasori che altrimenti non sarebbero stati scovati, in fondo anche per l'amministrazione statale (a conti fatti) presenta vantaggi collaborare gratis.
I criteri per l'attribuzione ai comuni delle somma derivanti dall'attività di accertamento e riscossione avvengono prendendo secondo le modalità definite da un decreto del Dipartimento delle Finanze pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 1° agosto 2011.
Secondo i dati segnalati, al primo trimestre del 2011 erano circa 15mila le segnalazioni effettuate dai comuni all'agenzia delle Entrate (segnando già un notevole incremento rispetto alle 11mila segnalate a fine 2010). Queste segnalazioni erano state esaminate e confermate per il 14% dei casi dal fisco, traducendosi in 21,5 milioni di maggiore imposta accertata e in 19,4 milioni di sanzioni. Questo mostra come la macchina messa in atto sia piuttosto complicata e, fino a che non sarà a regime, gli introiti prima di arrivare agli enti richiedano una serie di passaggi, che a loro volta richiedono tempo. Dalla segnalazione alla ripartizione delle somme incassate dal fisco passa sicuramente qualche anno.
Tra le realtà locali che con maggiore impegno hanno accolto la novità della possibilità di partecipare all'accertamento vi sono sicuramente i comuni dell'Emilia Romagna, grazie anche a un'intensa attività della direzione regionale delle Entrate in questo senso. Si pensi che solo il comune di Bologna, secondo dati aggiornati a fine giugno, aveva effettuato più di mille segnalazioni. E nell'intera Regione gli avvisi al fisco di situazioni sospette erano arrivati a 10.963, totalizzando una fetta cospicua del bilancio nazionale dell'attività di collaborazione con le Entrate.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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