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NOVITÀ NORMATIVE

PICCOLI COMUNI: IPOTESI TETTI DI SPESA E PATTO DI STABILITA'.

Acque sempre più agitate nel rapporto fra Governo e amministratori per le misure della manovra sugli enti locali. A infiammare un clima già tesissimo hanno contribuito anche le novità dell'emendamento Azzollini, che estende a tutti i Comuni i vincoli del Patto di stabilità che oggi riguardano solo le amministrazioni sopra i 5mila abitanti (il 30% del totale). Al di là delle difficoltà tecniche, in una norma che per come è scritta sembra offrire una facile via d'uscita attraverso lo strumento delle Unioni, è l'intenzione del Governo di estendere a tutti i bilanci la gabbia del Patto a scaldare gli animi, anche all'interno della maggioranza.
La parte sui Comuni sarà oggi all'esame della commissione Bilancio del Senato, dove il vicepresidente Massimo Garavaglia, leghista, ha presentato un emendamento per introdurre una disciplina diversa per i piccoli Comuni. L'idea è quella di un tetto alla spesa corrente, che non potrebbe superare il livello del 2010, sia di competenza sia di cassa, aumentato del tasso di inflazione programmata; nel calcolo, inoltre, non dovrebbero rientrare gli aumenti nel costo del personale che discendono direttamente dal rinnovo del contratto nazionale. Ai piccoli, se passasse l'idea, sarebbe quindi applicata una sorta di Patto di stabilità vecchio modello, basato sui limiti alla spesa e non sugli obiettivi di bilancio come nei Comuni maggiori.
Il vantaggio sarebbe quello di evitare un ulteriore freno ai pagamenti per investimenti, che secondo la Cgia di Mestre nei soli capoluoghi di Provincia vedono bloccati in cassa 33 miliardi di euro di mancati pagamenti alle imprese, ma anche questa alternativa non è esente da rischi pesanti. Il Patto fondato sui tetti di spesa è stato abbandonato cinque anni fa perché è inevitabilmente più severo con chi spende meno, in quanto di fatto congela i livelli di spesa registrati nel periodo di riferimento: fissare un parametro sul solo 2010, inoltre, rischia di colpire un po' a caso, perché anche la spesa corrente può subire oscillazioni importanti da un anno all'altro, soprattutto nei piccoli Comuni.
«L'estensione del Patto ai piccoli – ribadisce Enrico Borghi, vicepresidente Anci con delega alla montagna – si tradurrebbe in una drammatica gelata nell'economia reale del Paese». È tutta la manovra sugli enti territoriali, comunque, a essere al centro delle critiche. Ieri il leghista Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente dell'Anci Lombardia, si è messo a trainare con una corda un Tir Rosso chiamato «Stato italiano», per simboleggiare «il peso dello Stato che non funziona e viene mandato avanti dai piccoli Comuni, che poi devono anche sostenere i sacrifici». Per domani, invece, è prevista la nuova mobilitazione generale di Comuni, Province e Regioni, che incontreranno i capigruppo di Palazzo Madama e poi saranno ricevuti dal presidente del Senato Renato Schifani.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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