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NOVITÀ NORMATIVE

CON LE UNIONI DI COMUNI RISPARMI ELEVATI.

Producono risparmi fino al 90% e, nel medio periodo, possono riuscire a compensare per più della metà i tagli ai trasferimento statali ex decreto 78/2010. Questi alcuni dei risultati cui possono condurre le gestioni associate dei servizi comunali attraverso l'attivazione di economie di scala e l'intreccio dei servizi che permette di impiegare il personale in modo flessibile ed evitare duplicazioni di spesa.
È quanto emerge da uno studio, presentato a fine luglio, dell'Unione dei comuni della Bassa Romagna (nel Ravennate) che ha analizzato l'andamento della spesa dei servizi gestiti in forma associata dai 9 Comuni che la compongono: Lugo, Bagnacavallo, Alfonsine, Conselice, Massa Lombarda, Fusignano, Cotignola, Sant'Agata e Bagnara.
I risultati ottenuti dall'Unione vanno ricollegati a un piano strategico avviato l'anno scorso, all'indomani dell'entrata in vigore del decreto 78 che imponeva, già dal 2011, tagli ai trasferimenti statali che, dal 2012 in poi, si sarebbero tradotti in un ammanco nelle casse dell'Unione di 4,5 milioni di euro l'anno. Attraverso il piano strategico che ha ottimizzato la gestione associata, l'Unione è riuscita a recuperare 650mila euro nel 2011 e 1,2 milioni prevede di risparmiarli nel 2012 fino ad arrivare, entro il 2016, a un risparmio che coprirà il 64% dei tagli di trasferimenti statali imposti dal decreto 78/2010.
«L'economia - spiega il direttore generale dell'Unione, Francesco Raphael Frieri - deriva da un'oculata gestione del turnover; dall'aumento delle entrate legata a una maggiore capacità di attrarre contributi e dalla possibilità di vendere i servizi a Comuni esterni così come oggi avviene nei confronti di Russi e Argenta; e, infine, dal taglio di spese come le consulenze che, ad esempio, nel servizio di sismica possono arrivare al 20% della spesa di ogni singolo progetto e che con la gestione associata si riducono al 2% (-90%)».
«Oltre alla riduzione dei costi - aggiunge Gianni Melloni, direttore di Anci Emilia-Romagna - bisogna anche tenere presente che in questo modo molti piccoli Comuni, basti pensare a quelli montani con organici all'osso, avranno accesso a servizi che da soli non sarebbero mai stati in grado di produrre». Le esperienze virtuose emiliano-romagnole di cui sono un esempio anche le Unioni comunali del Modenese area Nord, Bassa reggiana e Reno-Galliera in provincia di Bologna, non trovano riscontri significativi nel resto dell'area.
In Toscana l'esperienza delle Unioni comunali non è mai partita in quanto soppiantata da quella delle Comunità montane. Attualmente è attiva una sola Unione comunale, della Valdera, che raccoglie 15 comuni organizzati per 4 sotto-insiemi e comprende in tutto121mila abitanti. «Non tutti i Comuni - spiega Giovanni Forti, direttore generale dell'Unione della Valdera, seconda in Italia per dimensioni - partecipano alla gestione associata di tutti i servizi. Una scelta che rispetta le gestioni associate preesistenti all'Unione e per permette ai Comuni periferici di fare convenzioni anche con enti locali estranei al perimetro dell'Unione».
Anche qui le economie di scala consentono risparmi soprattutto in fase di acquisto sfruttando il maggior potere negoziale dell'unica stazione appaltante e riducendo la spesa del 20%, in linea con i risparmi registrati dalle gestioni associate umbre basate su convenzioni tra comuni. Sulla base dell'esperienza dell'Unione Valdera, la Regione Toscana sta per varare un progetto di riordino istituzionale che porterà alla conversione delle attuali 14 Comunità montane in Unioni comunali che entro il 2016 potranno arrivare a essere una quarantina corrispondenti alle attuali zone socio-sanitarie della regione.
Nelle Marche, però, uno studio della Corte dei conti sulle Unioni locali ha messo in evidenza come in molti casi i costi anziché contrarsi sono lievitati. Come nel caso dell'Unione Valdaso dove i servizi di polizia municipale sono passati da 287mila euro pre-unione a 455mila euro post-unione (+58%). «Il mancato risparmio - spiega Achille Castelli, coordinatore per Anci Marche delle Unioni dei comuni e sindaco di Montefiore dell'Aso (Ap) aderente all'Unione Valdaso - nasce quando si vuol dare vita a servizi che prima non esistevano. In tal caso occorre prevedere delle spese iniziali legate, ad esempio, all'acquisto di sedi oppure, per la polizia municipale, di vetture e altre attrezzature».
FONTE: IL SOLE 24 ORE - CENTRO NORD

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